Zogno – Ricorso al Tar e la variante in galleria di Zogno rallenta. Quello che si temeva – anche perché i ricorsi in questi casi sono ormai all’ordine del giorno – è successo. Ma la Provincia è comunque fiduciosa: il tempo perso, sempre che il ricorso non venga accolto, non supererà per legge i 60 giorni. L’appalto provvisorio della tanto attesa variante in galleria (quattro chilometri e 700 metri per 61 milioni di euro) che dovrà superare l’abitato di Zogno, era stato assegnato provvisoriamente circa un mese fa, all’impresa Itinera di Tortona, in provincia di Alessandria, che aveva presentato un ribasso d’asta del 35,55%.

Il ricorso è stato presentato dall’impresa Betonvilla di Merate, nel Lecchese, esclusa dalla gara d’appalto perché non avrebbe presentato un documento (in cui si dichiara di aver preso visione dei prezzi e si impegna a non modificarli).  Complessivamente sono state 17 le imprese che non avevano presentato tale allegato – spiegano dalla Provincia – e, quindi, escluse dalla gara d’appalto. L’impresa Betonvilla, che aveva presentato il ribasso più elevato (51,55%), con il ricorso ha richiesto l’ammissione, ritenendo illegittima l’esclusione dalla gara».
Il giudice del Tribunale amministrativo di Brescia dovrà pronunciarsi il 10 giugno per l’eventuale richiesta di sospensiva dell’aggiudicazione provvisoria dell’appalto.

«Se dovesse essere concessa – spiega il dirigente del settore Viabilità e trasporti Renato Stilliti – la Provincia sospenderà le attività per 60 giorni, ovvero il tempo a disposizione del Tar per pronunciarsi nel merito del ricorso. E se il ricorso dovesse essere accolto si dovrà riaprire la procedura di gara e procedere a una nuova aggiudicazione provvisoria». «Qualora il giudice, invece, non sospenda gli atti – proseguono da Via – la Provincia, in attesa della sentenza di merito che dovrà avvenire, comunque, entro 60 giorni, proseguirà nell’attività amministrativa, attualmente in corso, rivolta a verificare i requisiti dell’impresa Itinera, vincitrice provvisoria della gara».

«Ma il giudice amministrativo – aggiunge il vicepresidente della Provincia Giuliano Capetti – potrebbe anche subito ritenere chiara l’infondatezza del ricorso e quindi dare il via libera già dal 10 giugno. Comunque sia i tempi persi non dovrebbero essere eccessivi perché le procedure amministrative, anche nei casi di ricorso, sono state accelerate. Sui motivi specifici del ricorso della Betonvilla ho sentito altri imprenditori e concordano col fatto che le possibilità che venga accolto sono poche. Quel documento che mancava è prescritto dalla legge, pena l’esclusione dalla gara, come avvenuto». Ieri, intanto, la Giunta provinciale si è riunita in seduta straordinaria per costituirsi in giudizio.

«Temevamo un ricorso di qualche impresa esclusa o non vincitrice – commenta il sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti (Lega Nord) – perché spesso ci sono ostacoli di questo tipo. Speriamo, comunque, che il tempo perso non sia eccessivo. Nel frattempo noi proseguiamo anche nella stesura del Piano di governo del territorio, in cui la futura variante di Zogno è inserita e quindi va a influenzare le urbanistiche nel ». «Siamo amareggiati per questo stop imprevisto – aggiunge il presidente della – perché una dilazione nei tempi della variante non farebbe che aggravare ulteriormente una situazione di crisi occupazionale già drammatica. Speriamo in una risoluzione veloce e positiva».

Secondo le previsioni della Provincia i lavori per le gallerie di Zogno dovrebbero iniziare il prossimo autunno. La variante sarà lunga quattro chilometri e 700 metri e costerà 61 milioni di euro: partirà immediatamente a della a Sud (in località Inzogno) e terminerà alla Madonna del Lavello di di Zogno, a Nord. Partendo da Sud sono previsti una galleria di 607 metri, quindi un tratto all’aperto di 380 metri, un tunnel di 1.730 metri sotto il Monte di Zogno, un tratto all’aperto di 1.574 metri.

L’Eco di