San Giovanni Bianco «Costruiamo altrove l’eliporto»: questa, in estrema sintesi, la richiesta che, a sei mesi dalla frana di Briolo, il Comune di San Giovanni Bianco fa alla Comunità montana Valle Brembana. Di eliporto e frana di Briolo si è tornato a discutere all’assemblea della Comunità montana Valle Brembana. Il sindaco di San Giovanni Bianco, Oscar Mostachetti ha accennato alla frana e all’eliporto in corso di realizzazione al Villaggio: lo scorso maggio, a seguito di uno smottamento, 17 famiglie furono costrette a lasciare la propria casa. Ora i lavori per costruire l’eliporto sono fermi ed è in corso un’inchiesta giudiziaria.

busi: aspettiamo la fine dell’inchiesta
Il primo cittadino, in particolare, ha chiesto alla Comunità montana di tornare a discuterne insieme. E, a margine dell’assemblea, il presidente Piero Busi si è dimostrato disponibile a sedersi a un tavolo. «Ci si incontrerà per fare il punto della situazione», spiega. Ma, secondo Busi, è ancora prematuro parlare di eventuale nuova sede. «Bisognerà attendere la conclusione dell’inchiesta giudiziaria» spiega Busi. Dopo mesi di duro scontro, comunque, dovuto proprio alla frana di Briolo (il cantiere dell’eliporto è commissionato dalla Comunità montana) tra i due enti pubblici sembra essere tornato un clima più sereno.

Lavori finiti, pali e muri contro la frana
«I lavori di messa in sicurezza della frana sono ormai conclusi perché mancano solo i collaudi - spiega il sindaco Mostachetti -. Sono state realizzate palificazioni, terre armate e muri (un intervento costato 250 mila euro a carico di Comune, Regione e Azienda ospedaliera, ndr). Scuole e biblioteca sono state riaperte, le famiglie sono rientrate e dopo mesi di scontri ed emergenza ora possiamo sederci a un tavolo per discutere più serenamente del futuro dell’eliporto».

«Una petizione con 400 firme dei residenti del Villaggio - continua il sindaco - chiede che l’eliporto venga costruito in altra sede. E non possiamo fare finta di niente. Quindi, per garantire maggiore serenità agli abitanti chiederemo alla Comunità montana di valutare l’ipotesi per una nuova sede dell’eliporto. Comprendiamo che, a lavori iniziati e con un progetto finanziato dallo Stato, il cambiamento comporterebbe diverse difficoltà. Ma l’obiettivo è cercare con la Comunità montana una soluzione condivisa».

L’Eco di Bergamo