È stato uno dei 12 progetti del settore dalla Regione su 138 presentati. «Eureka» è il grande lavoro di rete realizzato dall’Istituto comprensivo, dall’oratorio San Giovanni Bosco e dal Comune di Zogno finalizzato alla realizzazione di un’attività educativa pomeridiana per i bambini della scuola primaria e, in via sperimentale, di una proposta di approfondimento per gli studenti della prima classe della scuola secondaria di primo grado.

Partecipano ad «Eureka» alunni dei plessi scolastici di Zogno, , , Ambria e , assistiti, durante il viaggio in pullman verso l’oratorio, dai volontari del gruppo . L’esperienza vissuta già lo scorso anno con «Giochimparando» ha spronato a continuare in un’avventura che vede bambini, giovani e adulti coinvolti, fianco a fianco, in un cammino di crescita. Sono circa 80 gli alunni che, ogni giovedì pomeriggio, fino alla fine di aprile, raggiungeranno l’oratorio di Zogno per trascorrere tre ore fra compiti, gioco e laboratori. Molte le coinvolte: 13 insegnanti, 20 studentesse tirocinanti e tanti volontari del paese che condurranno 16 diversi laboratori. Dopo i compiti gli alunni, divisi per età e affiancati da insegnanti e studentesse, sperimentano attività nuove e divertenti. Ad «Eureka» si può imparare l’arte del punto croce e della a telaio, si possono creare statuine di gesso o realizzare graziosi oggetti utilizzando semplicemente carta e colla. Con il «Gruppo radio» e in collaborazione con Radio 2.0 si potranno scoprire i segreti della web radio e, nel gruppo «Fantasia», ci si cimenterà in attività di recitazione, danza, canto e scenografia che condurranno a maggio alla presentazione di uno spettacolo teatrale. Per gli alunni della prima media, un pomeriggio alla settimana, negli spazi della scuola secondaria, si faranno i compiti e laboratori informatici e scientifici.

«L’obiettivo primario di “Eureka” – spiega Adriana Rinaldi, coordinatrice del progetto sulla scuola primaria – è il bene dei bambini. Non si tratta di un semplice spaziocompiti, ma dietro c’è una progettualità ampia che coinvolge la scuola, il Comune e l’oratorio. Perseguire il bene dei più piccoli è un modo per responsabilizzare anche gli adulti, creando relazioni positive e collaborazioni costruttive».

– L’Eco di