Taleggio – Stesso luogo, il Monastero San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, ma con un giorno di anticipo rispetto alle precedenti edizioni. L’appuntamento con la consegna del terzo premio alla memoria di Francesco Arrigoni, giornalista enogastronomico scomparso prematuramente nell’agosto del 2011, è fissato per le 11 di domenica 3 maggio (il 4 ricorre l’anniversario della nascita). A consegnarlo nelle mani del vincitore sarà come sempre la moglie Antonella Colleoni, anche presidente della giuria costituita da amici di Francesco e compagni di strada.

Per la prima edizione, era stata premiata Libera Terra, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti con l’obiettivo di valorizzare territori stupendi ma difficili, partendo dal recupero sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Lo scorso anno la scelta ricadde sui di Lampedusa sempre in prima fila, da anni, in una catena di solidarietà e coraggio che fa onore ai lavoratori del mare. Quest’anno il premio arriva invece a casa nostra, in Val Taleggio, che poi è anche la terra d’origine di Arrigoni. Il premio verrà infatti consegnato nelle mani di «Guglielmo Locatelli, una persona – racconta la motivazione della giuria – non isolata, perché ha coinvolto la famiglia nel salvare dall’estinzione un formaggio raro, lo Strachitunt, raccogliendo per strada anche il consenso, il sostegno e l’aiuto di un’intera comunità. Il premio vuol essere un riconoscimento al duro lavoro del casaro, sui pascoli di . Un lavoro che Guglielmo ha iniziato da ragazzo e ancora oggi, passata l’ottantina, non ha abbandonato.

Un lavoro che altri definirebbero una missione, un atto di eroismo. La giuria, che preferisce volare basso, applaude in Guglielmo Locatelli un infaticabile camminatore sui sentieri della storia, delle radici, delle tradizioni, un luminoso esempio di “operaio dell’ombra” che s’è impegnato per tramandare e salvare quel che di bello e buono sanno offrire i monti di Lombardia. Lo Strachitunt può solo ringraziarlo, e noi con lui». Il premio consiste in un assegno di 5mila euro ed un oggetto artistico realizzato da un allievo dalla Scuola d’arti e mestieri F. Ricchino di Rovato (Bs), ogni anno diverso ma con tre caratteristiche fisse: un pezzo di roccia, a ricordare la passione di Francesco per la montagna e le arrampicate, un cuore a ricordare la sua generosità e la sua passione civile (il Premio 2015 è opera della giovane artista Ilaria Zim Facchi).

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