Zogno – È il 25 novembre 1944: Antonio viene ucciso a mitragliate mentre tenta di fuggire a Rosolo di . Poco dopo l’amico Barnaba Chiesa è pure giustiziato sul posto dai fascisti. I due erano partigiani della brigata «XXIV Maggio», con base a , in Serina. Domani il intitolerà loro il parco pubblico di , frazione di cui i due partigiani erano originari. Il parco si chiamerà d’ora in poi «Chiesa Barnaba e Ferrari Antonio partigiani – Martiri per la pace e la libertà». A sostenere il ricordo dei due giovani è stato soprattutto un comitato costituitosi circa un anno fa nella comunità di .

«In occasione della riqualificazione della piazza del paese – ricorda Umberto Chiesa, portavoce del comitato – avevo raccontato sul bollettino della comunità di un possibile dialogo tra un nonno e suo nipote davanti a una lapide con i nomi dei due partigiani. Il nipote chiede chi sono i due nomi e il nonno risponde parlando della Resistenza. Un sogno-provocazione che dava il significato della testimonianza e del passaggio generazionale. Il 25 aprile, in occasione della mostra fotografica sulla Resistenza, è nata l’idea di dedicare qualcosa ai nostri partigiani. Rispetto ad altri paesi della valle, Endenna non aveva un cippo o altro per ricordarli. Il 25 novembre andavamo sempre a Cornalba per la commemorazione».

Nasce così l’idea di intitolare la piazza appena riqualificata dal Comune, dove, però, si trova già il monumento ai Caduti (e tra loro sono riportati anche i nomi di Barnaba e Antonio). Parte anche una petizione – le firme arriveranno a quota 400 – e si tengono alcuni incontri tra il comitato, il parroco don Alessandro Raccagni e l’amministrazione comunale, in particolare l’assessore Angelo Curnis. Alla fine il Comune decide di intitolare il parco all’ingresso della frazione, realizzando anche un cippo commemorativo. «Una scelta ancora più felice quella del parco – prosegue Chiesa – proprio perché luogo frequentato dai bambini. Dove, quindi, potrà magari svolgersi quel dialogo tra nonno e nipote che sognavamo. Noi gente comune, scriveva don Tonino Bello, non abbiamo i segni del potere ma tutti noi abbiamo il potere dei segni. Cioè possiamo collocare dei segni nella nostra vita che facciano interrogare tutti sulla direzione di marcia.

E l’auspicio è che il sacrificio delle giovani vite dei nostri compaesani ci indichi sempre la strada da seguire». La cerimonia di intitolazione, a cui parteciperà anche l’Anpi della Val , prevede il ritrovo alle 15 al parco di Endenna, lo scoprimento del cippo (con Caterina, sorella di Antonio Ferrari) quindi l’intervento delle autorità, i canti della Resistenza del gruppo «Terre miste», rinfresco e musica e, alle 18, la Messa di ringraziamento nella chiesa parrocchiale.

L’Eco di

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