esterno12Al Bed & Breakfast sopra San clienti dall’Australia all’America. Qui anche cantanti, artisti e scienziati. Per vivere un’atmosfera d’altri tempi. Il libro degli ospiti – oggi si direbbe guestbook – parla ormai decine di lingue: sulle sue pagine – poco meno di sette anni di firme e pensieri – si trovano le dediche di mezzo mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, dal Canada all’Iran, dalla Corea all’India e, naturalmente tutta l’Europa. Artisti, studiosi, architetti, poeti, viaggiatori o semplici turisti e coppie di innamorati: al castello della Botta, storica dimora in cima alla sopra San Pellegrino, sembra quasi scorrere un mondo a parte rispetto alla tranquilla e decadente cittadina in riva al .

Il mondo della globalizzazione e dei viaggiatori, certo, che consente di conoscere via Internet la dimora e arrivare facilmente fin quassù, ma soprattutto un mondo di chi ama vivere l’atmosfera magica di un castello, tra cunicoli segreti, grandi stanze con seicenteschi letti grandi e alti, luci soffuse, candelabri, anfore in ceramica dell’800, sette grandi caminetti tutti funzionanti, quadri di personaggi che sembrano usciti dai libri di storia, muri affrescati con scene di caccia, regine e cavalieri.

E, naturalmente, la presenza accogliente e affabile dei due castellani, per nulla intimoriti di aprire al turista le porte dei loro salotti, delle camere e della grande sala da pranzo: Donatella Donati, architetto di 66 anni, erede dello storico edificio risalente alla seconda metà del 1500 e il compagno Andrea Bombelli, 67, originario di Varese, ex impresario, sono ormai entrati perfettamente nel ruolo. Ma la loro non è recitazione, è vera accoglienza e amicizia. Perché con gli ospiti amano conversare e conoscere la loro storia fino a tarda notte, davanti a un camino acceso e nel silenzio che circonda il castello. Così gli ospiti, tornati nelle loro case oltreoceano, continuano a mantenere i contatti, inviando foto e lettere ai due castellani, diventati ormai loro amici. Dal 2002 il castello della Botta è anche Bed & Breakfast, quella formula di accoglienza ereditata dal mondo anglosassone ormai ampiamente diffusa anche da noi. Ma il castello sopra San Pellegrino ha qualcosa in più rispetto ai normali B&B: così, due anni fa, Donatella Donati, insieme ad altre nove case storiche bergamasche, ha fondato l’associazione dei «The Best B&B in , in historical houses», ovvero i Bed & Breakfast in dimora storica (case che, recentemente, hanno tutte ottenuto anche il marchio di qualità « charme» della Camera di commercio): associazione rappresentata da uno stemma con quattro grandi «B», sormontate da un armatura medievale.

Varcando la soglia del castello di Botta si entra come in uno scrigno totalmente decorato e affrescato, con richiami al castello Sforzesco e al castello di Malpaga. Ma qui «lo stile è eclettico – dice Donatella Donati – un po’ romanico e un po’ rinascimentale».

Ventitré locali per mille metri quadrati più un grande parco esterno, tra e laghetti, che scende verso la valle. Qui, naturalmente, nelle tre camere destinate agli ospiti, non ci sono televisori a schermo piatto o telefoni, ma solo il gusto di dormire in una stanza d’altri tempi. Di cinque secoli fa. Perché il castello della Botta sorse nella seconda metà del 1500 a opera della famiglia Sonzogno, proprietaria a San Pellegrino di un’industria di panno lana. Famiglia che si estinse a fine ‘700. Del castello e della sua proprietà poco o nulla si sa della sua storia nell’800. Finché, all’inizio del ‘900, viene acquistato da Giovanni Donati, insieme a diecimila metri di terreno.

Era un rudere e venne ricostruito a uso affitto per i villeggianti della Belle Epoque. Il castello passò poi di mano ai figli e ora all’ultima erede, Donatella Donati, nipote di Giovanni, per anni residente con la famiglia a Milano. «Quando salii a San Pellegrino per vedere il castello – dice Donatella – me ne innamorai subito e decisi di venirci ad abitare con il mio compagno». Finché nel 2002, dopo alcune titubanze, apre il Bed & Breakfast, il primo in Valle .

«Io proprio non ci credevo che potesse funzionare», dice Andrea Bombelli. E, invece, già dai primi ospiti, i due castellani iniziano a capire quale sarà il futuro della loro grande dimora. Donatella ricorda come fosse ieri quei primi ospiti. Era il 7 giugno e al castello della Botta arrivarono un tedesco, giornalista della Bbc e sposato con un’inglese, quindi una tedesca con il marito australiano.

Il mondo iniziava ad arrivare. Dopo pochi giorni gli ospiti furono una signora marocchina di Fez e una coppia francese. Ma il libro degli ospiti accoglie firme dalla Corea, dall’India, di una famiglia fuggita dall’Iran in guerra, curdi, russi, cinesi e altre decine di nazionalità. Gli aneddoti, in sei anni di attività, sono tantissimi: come le due coppie abitanti a New York, a pochi isolati di distanza, e ritrovatisi, per caso, gli stessi giorni al castello, oppure il venezuelano arrivato in piena notte, con bermuda e ciabatte. Ma la dimora sopra San Pellegrino ha ospitato anche artisti e personaggi di fama: Peppino di Capri, il genetista Luigi Luca Cavalli Sforza, la poetessa Maria Luisa Spaziani, il pittore Andrea Mastrovito, l’architetto Peter Zumthor e Claudia Contin, famosa interprete di .

E nel libro degli ospiti abbondano le parole di amicizia e le lodi al fascino del luogo. «Ad Andrea e Donatella, raffinati ricamatori di questa tela – si legge tra le dediche -, l’augurio a mantenere intatta la trama per il piacere di chi approda a questo castello, così lontano dalla monumentalità astratta e così vicino alla monumentalità della vita». Chissà quante storie ancora il libro di Donatella e Andrea sarà raccontare nei prossimi anni.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

Bed and Breakfast Il Castello della Botta a San Pellegrino Terme