Finalmente anche Bergamo può vantare un primato: la pista cilabile da Zogno a Piazza Brembana può a buon diritto annoverarsi tra le ciclabili più belle in Europa, se non la migliore. Brava l’Amministrazione provinciale, grazie all’Aribi che ci ha sempre creduto ed ha fatto da stimolo. Un sogno, come l’ho definivo in una mia lettera a «L’Eco di Bergamo» negli anni Settanta, ora realizzato: la magia della luce che, per incanto, fiorisce dal pavimento al semplice passaggio, addirittura i cartelli all’inizio di ogni galleria con l’indicazione della lunghezza.

Ora va pubblicizzata adeguatamente. Anche all’estero ove, specie nel Nord Europa, apprezzano in modo particolare queste opere. Le associazioni specializzate nell’organizzazione di viaggi in bici, penso ad esempio alla prestigiosa svizzera Rotalis, possono ora contare sulle sinergie tra viaggi aerei a basso costo, ciclovie adeguate (tra poco avremo anche la Valle Seriana al completo), agriturismi e altro ancora.

Ma bisogna guardare avanti: la distanza tra Sombreno e Zogno è molto inferiore a quella tra Zogno e Piazza Brembana; e una volta collegata agli altri due «gioielli» rappresentati dalle ciclabili dei Colli e di Valtesse, Bergamo è a portata di… pedale. Penso che l’interruzione a Zogno sia dovuta al progetto di dedicare il sedime ex ferroviario al tram veloce, ma le due opere possono convivere, tramite una scelta oculata dei percorsi. E già che ci siamo, perché non mettere in cantiere il percorso ciclopedonale attaccato ai piedi delle Mura tra le Porte San Lorenzo e Sant’Agostino? Dobbiamo continuare a sognare, o no?

Vittorio Castagnoli - L’Eco di Bergamo