C’è un sottile ma robusto filo rosa che s’intreccia e si avviluppa a quello tricolore e salda idealmente fra di loro le 21 tappe del Giro d’Italia 2011. Un Giro che, come annunciato, celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia rivisitandone i luoghi della memoria: «Un disegno patriottico – osserva il saggio Felice Gimondi – che fa onore a chi l’ha pensato, perché in questo momento il nostro Paese ha davvero bisogno di rafforzare l’ideale di unità». Oltre che italiano nel disegno, sarà un Giro italiano anche nei protagonisti, perché, per stessa ammissione di patron Zomegnan, oggi come oggi non si hanno certezze per quanto riguarda la presenza di corridori stranieri.

In Bergamasca il 26 e 27 maggio
Sarà anche un Giro bergamasco, perché vengono confermate, sia pure con qualche ritocco marginale, le anticipazioni che il nostro giornale aveva dato nel corso della settimana. Giovedì 26 maggio la quartultima tappa, Morbegno-, si concluderà sulle nostre strade: non valicando il Passo San Marco, come sembrava in un primo momento, bensì entrando nella nostra provincia dal Lecchese, attraversando il capoluogo e dirigendosi successivamente in valle Seriana per affrontare nel finale la più morbida salita di Orezzo-Ganda e piombare in valle Brembana scendendo da Serina. Il giorno successivo, venerdì 27, la terzultima tappa partirà da Bergamo per dirigersi verso Macugnaga attraverso il Mottarone.

Savoldelli commentatore Rai
Queste e altre cose vengono rese pubbliche al Teatro Carignano di Torino, in un parterre a dire il vero piuttosto modesto, dove si notano più le assenze (Basso in primis) che non le presenze, soltanto una delle quali – Nibali, vincitore dell’ultima Vuelta – di sicuro spessore. Per il resto, con Cunego, Garzelli e via andare, si pedala soprattutto nel campo del reducismo. Parliamo ovviamente dei corridori in attività, perché in fatto di ex campioni la sala è invece ben rappresentata. E anche di commentatori: Cassani, Martinello, Conti e il sempre più autorevole Savoldelli, ben guidati dalla scintillante Alessandra De Stefano, reggono il microfono con la stessa classe che li distingueva in bicicletta e, nel caso di Beppe Conti, con la penna in mano.

Cinque arrivi in quota
Tornando al percorso, la prima considerazione è che Zomegnan, confortato dai premianti risultati del 2010, abbia deciso di andare sul sicuro. Strada che vince non si tocca, insomma, per cui il prossimo Giro, sulla carta, somiglia molto a quello che l’ha preceduto: parecchia salita, ma anche tappe di pianura per non scontentare i velocisti. Ben dosato il cronometro: una cronosquadre il primo giorno, una cronoscalata (al Nevegal) all’inizio dell’ultima settimana, una crono di media distanza a Milano, nella giornata conclusiva. Cinque gli arrivi in salita (Santuario di Montevergine, Etna, Grossglockner, Zoncolan, Gardeccia) e un tappone di montagna, quello del Gardeccia, che prima della salita finale prevede Piancavallo, Forcella Cibiana, Giau e Fedaia.

Ildo Serantoni – L’Eco di Bergamo

Gotti: inedito Bettineschi: emozionante
È stata svelata la 94ª edizione del Giro d’Italia con lo stupore degli addetti ai lavori. Tra le salite inedite c’e’ pure il Passo di Ganda che ci interessa da vicino. Della scelta ci parla : «Innanzitutto sono onorato del fatto che il Giro arrivi proprio a San Pellegrino, il mio paese. Un finale di tappa inedito soprattutto per il passaggio dal Passo di Ganda che ritengo essere una novità assoluta. Sono stati Guerini, lo stesso Savoldelli a proporlo e ritengo che sia stata una scelta azzeccata. A livello organizzativo non è mai stata allestita una gara con passaggio da Ganda, gli amatori la conoscono bene. Sarà una bella scoperta anche per noi». Soddisfatto il presidente di Promoeventi Giovanni Bettineschi: «Abbiamo lavorato per riportare il Giro a Bergamo, obiettivo centrato. Arrivo a San Pellegrino e il giorno successivo partenza da Bergamo. Due tappe impegnative che regaleranno tante emozioni e magari qualche colpo di scena». Conclude l’assessore provinciale allo sport Alessandro Cottini: «La politica e il ciclismo sono un connubio vincente. Il ciclismo è lo sport del popolo, la gente ama il ciclismo e viceversa. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia Bergamo gioca un ruolo importante. Vi aspettiamo».

Eleonora Capelli

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