San Pellegrino Terme e il suo biscotto fanno incetta di premi al concorso di Ascom dedicato al
«gelato artigianale del territorio ». La tradizione batte la sperimentazione e il tipico dolce della cittadina termale si impone, come ingrediente principe, su altre specialità orobiche come vini e formaggi, usati con coraggio dai gelatieri concorrenti ma non premiati dalla giuria. Prima e seconda classificata sono La Gelateria e la Pasticceria Bigio di San Pellegrino. I 31 partecipanti alla gara (gelatai di città e provincia e un gruppo di studenti degli istituti alberghieri) avevano avuto mandato di utilizzare solo prodotti del territorio . Così Marco Mangili (salito sul primo gradino del podio) ha puntato su un «gusto classico, semplice, pulito» nato dall’unione della crema al fiordilatte con il biscotto brembano; mentre il Bigio ha affiancato al tradizionale frollino a mezzaluna, i mirtilli di e il latte d’asina.

Il terzo classificato, Frigidarium di , ha ideato il gusto Sant’Alessandro rivisitando la « e osei» in versione gelato (pasta di mandorle, crema alla vaniglia e stracciatella fondente). La presidentessa della giuria del concorso, la storica del gelato Luciana Polliotti, l’aveva detto: «Nelle ricette in gara c’è una forte contaminazione con la pasticceria e la cioccolateria ». Scelta vincente, a giudicare dal podio. Meno fortuna hanno avuto i cosiddetti gelati gastronomici, realizzati con ingredienti salati e destinati più alla grande ristorazione che alla degustazione in coni e coppette. «Il tema del concorso era tanto stimolante quanto impegnativo – commenta Giancarlo Timballo, presidente della Coppa del mondo della gelateria, a lui si deve il gelato al tarassaco e la riscoperta del sorbetto al gelsomino –, il gelato gastronomico richiede un’alta professionalità e per cimentarsi con questa nuova frontiera della gelateria bisogna avere conoscenze adeguate ed esperienza.

Il giudizio generale è comunque buono, abbiamo assaggiato un buon numero di gelati ben fatti, segno che la professionalità sul territorio c’è». Gelati al formaggio Salumi esclusi, nelle ricette in concorso sono comparsi tutti i prodotti tipici della terra orobica. Ecco, allora, il gelato alla polenta taragna, alla formaggella di Scalve con noci e miele d’acacia, al , al , allo strachitunt e allo zola con le pere; il Bergamino (crema di ,salsa di pere e polenta in caramello), il Cuore bergamasco 100% atalantino (zafferano, lampone e cioccolato), la Garibalda, gusto nato dalla pagnotta creata per festeggiare l’anniversario ’Unità d’Italia. Senza tralasciare il , il Valcalepio, il Passito di Torre de’ Roveri e persino la birra di Comun Nuovo, per arrivare ai più classici gusti ai piccoli frutti, al melone (ma di Calvenzano), alle castagne.

A giudicare i gelati – valutandone gusto, struttura e originalità – quattro esperti che, palette alla mano, si sono espressi con voto palese: oltre a Giancarlo Timballo, Paolo Rota, chef del ristorante «da Vittorio», Pierpaolo Magni, dell’Accademia italiana maestri pasticcieri, Beppe Tonon, maestro intagliatore e Campione 2006 della Coppa del mondo della gelateria e il critico enogastronomico Elio Ghisalberti. «Hanno vinto la sostanza e l’essenzialità – ha detto Massimo Bosio, presidente del Comitato gelatieri di Ascom –. I concorrenti hanno dovuto essere creativi e concreti al tempo stesso, un modo per far crescere la propria professionalità».

L’Eco di Bergamo – Camilla Bianchi