– Il fischio del trenino della Valle Brembana risuona ancora in un valzer degli Anni ’50 inciso in un vinile dalla storica casa discografica «La voce del padrone». È dal cassetto dei ricordi dell’ex ufficiale pilota di Bergamo Gaudenzio Norbis, insignito della croce al merito di guerra, che il valzer dedicato al trenino e alle belle bergamasche, riecheggia a suon di «um pappa, um pappa» uno spaccato di vita di una gioventù spensierata con la voglia di lasciarsi alle spalle le ferite della guerra. «Sogno dei sogni più cari – recita la canzoncina – fata dei dolci pensieri, vieni vicino al mio cuore per dirti l’amore che sento per te; occhi maliardi e sinceri tutta Bergamo canta per te. Sul trenino di Valle Brembana, bergamaschina, quando vedo te, non lo so perché sento il mio cuor palpitar e la testa pian piano girar».

Il tenente Gaudenzio Norbis spericolato pilota già ai tempi dell’addestramento nel nucleo speciale alianti militari da sbarco e di assalto dell’aviazione italiana, puntava con il suo aereo al trenino che arrancava lungo la vecchia ferrovia, rallegrato dal chiacchiericcio delle giovani maestrine in carrozza per raggiungere le scuole .

«Mi attirava – ricorda l’ex pilota – il sorvolo della linea ferroviaria della Valle Brembana nel tratto che da Bergamo, dopo la galleria di Ponteranica, s’infilava serpeggiando, nella serie di gallerie che nella roccia costeggiavano il greto del fiume. Era bello quando avvistavo la sagoma inconfondibile del trenino e con l’adrenalina a mille, giù in picchiata anche se era proibito, trattenendo il fiato prima della risalita, sperando di averla fatta franca. Perché questo trenino mi attirava tanto? Sapevo che nelle carrozze viaggiavano le giovani maestrine mie ex compagne di scuola all’istituto magistrale. Una motivazione ben giustificata per un aspirante ufficiale pilota di vent’anni».

Il trenino all’epoca era il mezzo di trasporto più gettonato per le valli e nelle carrozze si rincorrevano passioni d’amore, storie scanzonate da mettere in musica. «Mia moglie Cecilia, al tempo era una di quelle maestrine carine: nel 1943 lei insegnava ad Antea di San Pellegrino che raggiungeva salendo la mulattiera, scarponi ai piedi e zaino in spalla. Mi diceva che quando si ritrova sul trenino con le sue colleghe era tutto un chiacchierio. Si raccontavano fatterelli e strafalcioni dei compiti dei loro scolari e a loro si aggregavano lo stesso controllore del treno e aitanti giovanotti che più che ascoltare, le guardavano rapiti». Norbis incontrò la bella maestrina nel ’45 ai corsi di preparazione per i concorsi di insegnamento e tra i banchi le confessò di quelle spericolate virate sul trenino scatenate dalla passione per il volo e dalla voglia di catturare l’attenzione delle belle ragazze. Passioni suggellate nel valzer brillante di Bonfanti e Livraghi, cantato dal tenore Nilo Ossani sulle note dell’Orchestra Maestro Guarino. Una chicca per i lettori: l’ascolto del valzer in diretta nel sito web del nostro giornale.

Paola Rizzi – L’Eco di Bergamo

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