San Pellegrino Terme – Vendita o cessione in gestione a una grande catena alberghiera? E chi ci mette i soldi per il recupero (almeno 40 milioni di euro)? Con o senza la realizzazione di una dependence per rendere sostenibile proprio la riapertura? E poi le destinazioni: albergo di lusso con centro congressi, casa da gioco all’ultimo piano o magari portarci anche l’acqua termale? Il recupero del resta il vero problema per il rilancio di San . Trovata la soluzione per le terme, il futuro dell’edificio che ospitò regine e letterati, è ancora pieno di dubbi. L’unica certezza è che, stasera, il Consiglio comunale (poi lo farà la Provincia) delibererà la messa in liquidazione della società «» (al 95% del Comune e al 5% della Provincia), proprietaria dell’immobile.

Un atto obbligato da un recente decreto legislativo visto che la società ha chiuso gli ultimi tre bilanci sempre in rosso. Ma la riacquisizione al Comune dell’ex albergo non sarà così dolce, avrà infatti un costo, in tasse: il 10% del valore (3-4 milioni di euro?), quindi centinaia di migliaia di euro. «L’auspicio è che in Parlamento si accorgano dell’assurdità di tale passaggio – dice il sindaco Vittorio –. Il governo mi obbliga a chiudere una società e a pagare le tasse per riprendere una proprietà che è già mia». c’è: la messa in liquidazione dovrà avvenire entro settembre 2013. «Potremmo anche decidere di venderlo – continua Milesi – a condizione, naturalmente, che venga restaurato e riaperto. Per gli enti pubblici il recupero, economicamente, è proibitivo. D’altronde, fin dal 2007, quando venne sottoscritto l’accordo di programma con Regione e , le soluzioni sul Grand Hotel non sono mai state certe». L’ex albergo resta comunque nei piani di . Le stesse grandi catene alberghiere (tra queste anche l’americana Hilton), interpellate per la gestione dell’hotel delle nuove Terme, hanno sempre detto di preferire il maestoso edificio liberty recuperato a qualsiasi altra nuova realizzazione.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di