Piazzatorre, da dicembre, aprirà gli impianti sciistici di tutto il comprensorio. La stagione è salva. In extremis, infatti, è arrivato l’accordo sia con «Alta Quota», proprietaria delle di , sia con Sesp, proprietaria a Torcola Soliva. Le due società, per quest’anno, hanno dato in uso gratuito gli impianti al Comune che ha individuato come gestori un gruppo di imprenditori con amministratore il bresciano Massimo Botta (gruppo che ha già esperienze nella gestione degli impianti di risalita), pronti a costituire una nuova società, la « srl». Negli accordi con gli attuali proprietari, quindi, è prevista l’acquisizione futura degli impianti da parte del Comune.


Apertura il 3 dicembre
Sembra così aprirsi uno spiraglio per il futuro della altobrembana, dopo i venti di crisi dei mesi scorsi. La società «Alta quota» di Marco Vigani, che avrebbe dovuto sviluppare impianti e riconvertire le ex colonie (Genovese e Opera ) aveva gettato la spugna di fronte alle difficoltà economiche. Il rischio, a quel punto, era che gli impianti, per questa stagione, restassero chiusi. «L’operazione è stata complicata – spiega il sindaco Michele Arioli – ma alla fine ci siamo riusciti, per il bene del paese. Dobbiamo ringraziare Marco Vigani di “Alta quota”, Giuseppe Passera e Francesco Damiani di “Sesp” per la disponibilità. Ma anche chi ha concesso l’uso della stazione di partenza, i fondi in affitto e l’impresa che ha sistemato una frana».

Il Comune provvederà alla sistemazione delle piste e al rinnovo degli impianti in scadenza. «Contiamo di aprire già il 3 dicembre, anche senza – dice il sindaco – quanto meno la seggiovia che porta al rifugio Gremei. Avremo ancora il comprensorio unificato con 20-30 posti di lavoro. È stata un’operazione dispendiosa ma che ha visto la collaborazione di tanti».

Acquisto, soldi dall’ex colonia
E in prospettiva l’acquisto di tutti gli impianti. «Fa parte dell’accordo con “Alta quota” e “Sesp” e siamo in trattativa – continua il sindaco – ma per concretizzarlo dovremo proseguire col piano integrato». In pratica i soldi per l’acquisizione dovranno arrivare dalle operazioni immobiliari già previste dal piano, come la trasformazione dell’ex colonia Genovese. «Siamo quindi aperti ad altri imprenditori – conclude il sindaco – disposti a portare avanti il piano di sviluppo».

 Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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