Kayak canta. E per i sindaci della Val non è un bel cantare. Perché svariati amministratori lo vedono come il fumo negli occhi, ma Alessandro «Geko» sul campo, anzi sul , è un’autorità: conosce il fiume – dal fiume – centimetro per centimetro, conosce i suoi affluenti, conosce uno a uno tubi e tubetti che scaricano liquami o l’acqua delle lavatrici e delle lavastoviglie. Se ne salva uno, uno e mezzo a star larghi: l’Enna, che scende limpido dalla , e a volte il Mezzoldo. Poi è un disastro. «A maggio dell’anno prossimo – annuncia – sul Brembo tra e San Pellegrino si disputerà una tappa del Mondiale di kayak. Per la nostra è un’occasione, ma sai che bel biglietto da visita che presentiamo…».

Dal 2000 Geko, 39 anni, guida il Brembo kayak e quando riesce, quando l’acqua non è troppo scura e puzzolente, tiene corsi di canoa. Per il resto, nel tempo libero va su e giù nel fiume e nei suoi affluenti. «Se vuoi ti racconto come sono messi uno per uno i sei corsi d’acqua che si riescono a percorrere in kayak?».

Turiamoci il naso e avanti. «Partiamo dal fondo. L’Imagna è una schifezza anche se a Strozza c’è il depuratore che è, evidentemente, sottodimensionato. C’è spesso una gran puzza di detersivo e l’acqua è grigia. Più su c’è il Brembilla che scorre dall’omonima valle. Stesso discorso: c’è il depuratore, probabilmente se non ci fosse sarebbe anche peggio, ma il torrente è messo male, spesso con l’acqua talvolta multicolore per le sostanze chimiche. E puzza, tutto l’anno».

«Andiamo nel . Quando ho letto su L’Eco le parole del sindaco su Uniacque e il rischio di multe europee, mi son saltati i nervi. Il torrente è quello messo peggio di tutti, è il Lambro della Val Brembana. L’aveva anche scritto qualcuno sui muri l’anno scorso, il giorno prima dell’arrivo del Giro d’Italia. È stato cancellato in fretta e furia perché c’erano le telecamere. Ma quella mano ignota aveva ragione. Qualche giorno fa stavo facendo scuola a un gruppo di ragazzi di Brescia, non dell’Alto Adige, non delle Maldive».

«Sono rimasti schifati dalla puzza e dal colore del Serina. Gli scarichi fognari disseminano il corso del torrente e se per caso vieni qui d’estate, quando ci sono 20.000 villeggianti, ti lascio immaginare cosa scorre… Fortunatamente più su c’è l’Enna: lo puoi bere. Non so se è perché in Val Taleggio c’è poca gente, o se perché c’è il depuratore, il collettore o son comunque più civili che altrove. So che è bellissimo. Ma finisce qui».

«Risalendo la valle c’è il ramo del Brembo che scende da Mezzoldo. Lo scenario è di gran fascino, ma sia il torrente Stabina che la Val Mora sono messi male: lo vorrei dire al vicesindaco di che dalle pagine del giornale dice che qui è tutto depurato. Depurato un cavolo. Qui entrano le fogne di e Cusio. L’acqua è ancora relativamente buona nel Mezzoldo, ma non tutto l’anno. Infine c’è il torrente Parina che scende da Zorzone, frazione di Oltre il Colle. È un bel torrente, l’acqua la puoi bere».

Geko scatta una fotografia desolante. È, probabilmente, la stessa dei fascicoli comparsi ieri sul tavolo del presidente della Provincia, . «E allora – dice Alessandro -, facciano il piacere i sindaci brembani a non raccontare un’isola felice. Fate un salto, che so, sotto il ponte di Zogno, qui non distante da casa mia, premesso che io stesso scarico nel Brembo ma non ho alternative. Qui sotto c’è il tubo di un condominio. Quando il fiume è in secca come in questi giorni, i liquami non riescono a entrare nell’acqua e si fermano sui pietroni. Puzzano. Ogni tanto una signora si arrende a scendere con la scopa e a buttarli giù. È Napoli signor vicesindaco di Olmo. È peggio di Napoli».

Claudia Mangili – L’Eco di Bergamo