È come un resort naturale, i vecchi mestieri ci sono ancora: basta farli conoscere». Determinate a «tirarsi indietro le maniche» per far arrivare turisti, proporre eventi e attività, alla fine per creare opportunità di lavoro, per sé e gli abitanti di . Il piccolo paese dell’alta Val ha meno di 200 abitanti e negli ultimi anni la popolazione è sempre andata diminuendo.

Così, è bastato poco perché, nella cooperativa delle «Donne di » un po’ tutta la comunità fosse rappresentata. A iniziare dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Sergio Milesi, primo promotore del progetto. Ma tra i soci ci sono le donne che gestiscono ristorante, bar e alimentari di Ornica, le poche attività commerciali rimaste.

Ecco le «Donne di montagna», guidate dalla presidente Cinzia Balestra, 41 anni, imprenditrice e titolare, col marito, dell’ di : sono Olga Milesi, Romina Regazzoni, Rosangela Rovelli, Eliana Milesi, Cinzia Annovazzi, Fernanda Milesi, Giordana Milesi, Sonia Merletti (di Seriate ma che a Ornica ha una e da due anni avviato un’azienda che coltiva mirtilli americani), Anita Ruffoni, Vanna Annovazzi, Graziana Regazzoni, Giovanna Ruffoni, Colomba Milesi, Laura Hughes (cittadina inglese da alcuni anni residente a Ornica) e Alice Quarteroni, la più giovane, con 18 anni, che il 1° agosto proporrà una serata musicale. «Ci sono attività che abbiamo vissuto noi da bambine, tramandateci da genitori e nonni – dice Giovanna Ruffoni – come la fienagione o la raccolta delle erbe spontanee. Quindi non avremo difficoltà a insegnarle anche ai turisti. Altre attività, invece, si sono conservate grazie agli anziani del paese. E basterà andare a lezione da loro».

«Le possibilità per il successo del nostro progetto ci sono – continua Giovanna – perché il borgo è rimasto intatto come un tempo, e intorno a noi è come se ci fosse un parco naturale». «Anzi un resort naturale», aggiunge Anita Ruffoni. «Purtroppo la mancanza di lavoro ha costretto molti a lasciare Ornica – continua Anna, ora residente a Zogno – ma il paese non è mai morto, anzi le attività di un tempo si sono sempre conservate e ora bisogna farle conoscere e valorizzarle».

E i primi clienti sono già arrivati. Come la scolaresca che, qualche giorno fa, dal bivio per , è salita fino a Ornica, a piedi, lungo la mulattiera anziché in autobus dalla provinciale, accompagnando asini carichi di gabbie di conigli. Un modo diverso di vivere la natura, la montagna e il contatto con gli , visti come compagni di viaggio. Ma la cooperativa non si attende solo bambini e ragazzi, anzi. «La proposta è anche per famiglie e giovani che vogliono sperimentare un’esperienza sana e a contatto con la natura». Non resta, quindi, che provare.

L’Eco di Bergamo

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