Piazza Brembana – Incontro in con ANCI Venerdi’ 11 novembre 2011 – L’articolo 16 del DL 138/2011 (L. 148/2011 – manovra estiva) sancisce di fatto la sostanziale cessazione dell’autonomia istituzionale e costituzionale dei Comuni sotto i 1000 abitanti che, a partire dalle prime amministrative dopo l’agosto 2012, si vedranno privati delle Giunte, della possibilità di approvare un bilancio e delle funzioni del Sindaco che non siano quelle di un semplice ufficiale di Governo. L’assimilazione a tale status per i Comuni con più di 1000 abitanti che formino un’Unione con Comuni con meno di 1000 abitanti provocherà di conseguenza agli stessi grandissimi problemi e rifiuti nel proseguire anche le tantissime attuali Unioni già in essere, sprecando le decine di milioni di euro già investiti! Il taglio riguarda circa 2.000 Sindaci e 20.000 Consiglieri comunali che nella maggior parte dei casi non percepiscono alcuna indennità. Non esiste alcuna stima attendibile, soprattutto in mancanza dei “temuti” costi standard, che vada a dimostrare come tali disposizioni possano poi essere efficaci ai fini del risparmio e della razionalizzazione delle funzioni e dei servizi.

Mentre esistono studi precisi che illustrano quanto è il costo delle mastodontiche strutture ministeriali, parlamentari, e delle varie società correlate, e quanti sono i costi sociali dei privilegi delle varie “caste”.

PER QUESTO I SINDACI DEI COMUNI DELLA BREMBANA SONO UNITI

NEL RICHIEDERE A TUTTE LE FORZE POLITICHE CHE INTERVENGANO PER L’ABROGAZIONE

DELL’ARTICOLO 16 DEL D.L. 138/2011 CONVERTITO NELLA LEGGE 14/09/2011 N.148

Queste Unioni forzate dei Comuni che tolgono ogni potere ai Sindaci ed alla rappresentanza democratica locale, che più delle volte potremmo chiamare “VOLONTARIATO CIVILE”, non faranno altro che incentivare l’abbandono dei territori montani – dove si trovano la maggior parte dei Comuni interessati – aumentando la grave crisi socio economica e strutturale che già divide tante aree italiane e diminuendo i presidi su territori così fragili geomorfologicamente ed idrogeologicamente (ricordiamo la tragica l’alluvione in Val Brembana del 1987 e le seguenti sino ai fatti di questi giorni in Liguria). La mobilitazione è trasversale e senza distinguo politici. Le interlocuzioni con gli esponenti delle Associazioni ANCI ed ANPCI regionali fanno sperare che a livello nazionale vi sia sensibilità nel recepire queste istanze, ritenute serie e coscienziose. Non si può considerare la solo attraverso FREDDI numeri. Cerchiamo di valutare le reali capacità organizzative ed operative dei Comuni e delle aree montane: piccole per i servizi di base e più ampie, con possibilità di gestione per le in , per i servizi generali legati al wellfare, all’agricoltura, alla protezione civile, al turismo, ecc., nel rispetto dei principi generali di efficacia e di efficienza dell’azione amministrativa. Diciamo basta a considerazioni “lineari”, chiediamo di essere valutati nel merito, sulla base di parametri concreti e predeterminati tenendo in considerazione le specificità geografiche ed infrastrutturali dei territori montani.

Auspichiamo che Regione Lombardia, tirata in causa assieme alle altre Regioni, oltre che dai pesanti tagli, anche dal comma 4 del famigerato art.16 DL 138/2011, si adoperi in tutte le sedi per sostenere quelle che da sempre ha ritenuto linfa vitale dell’economia e della socialità, le piccole realtà comunali, cluster della democrazia locale.

I PICCOLI COMUNI SONO PRONTI A FARE LA LORO PARTE, COME SEMPRE HANNO FATTO. VOGLIONO CHE IL TUTTO SIA DISCUSSO NON CON DECRETI DI EMERGENZA MA ATTRAVERSO UN VERO RIORDINO GENERALE NELLA “CARTA DELLE AUTONOMIE”

In attesa di risposte e per costruire proposte concrete è nato in Valle Brembana un comitato dei piccoli comuni che è impegnato anche a far comprendere alla politica, all’opinione pubblica ed ai media che con questo provvedimento si colpiscono i cittadini più deboli, delle zone marginali e di difficile accesso, che già hanno pagato e pagano in termine di gap infrastrutturale, imposizione di vincoli pensanti nelle aree ZPS e SIC, rinuncia alle proprie risorse idriche e mantenimento delle risorse boschive, il tutto il più delle volte a vantaggio del consumo del suolo nelle zone maggiormente antropizzate. Per fare il punto della situazione, elaborare proposte tenendo alta l’attenzione sul problema, dopo la grande partecipazione all’assemblea di lunedì 24 ottobre in con la Presidente ANPCI nazionale, è stata organizzata una riunione aperta a tutti, con i vice Presidenti Anci nazionale: Mauro Guerra per i piccoli comuni ed Enrico , presidente UNCEM nazionale, per la montagna. Chiediamo i mass media, che sappiamo quanto hanno a cuore la montagna, di dare massimo risalto alla notizia e di intervenire alla serata che si terrà:

VENERDI’ 11 NOVEMBRE 2011 ALLE ORE 20.30

PRESSO LA SALA RIUNIONI DELLA CASA DI RIPOSO DON STEFANO PALLA

IN VIA MONTE SOLE 2 – .

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