I segreti di Mastro castagna a Clanezzo
Ubiale Clanezzo Articolo letto da 630 Utenti - Pubblicato il 16 Ottobre 2007Clanezzo: dal 2004 insegna ai ragazzi le tecniche degli innesti.
Attività didattiche, conoscenza teorica e tanto lavoro, tutto per una sola grande passione: le castagne. Sono queste le caratteristiche dell’attività di Diego Personeni, 51 anni, tecnico di laboratorio residente a Clanezzo, grande esperto del mondo della castanicoltura. Grazie alla conoscenza acquisita nel corso di oltre un decennio di attività , è a oggi uno dei maggiori esperti per quanto concerne l’attività di innesto dei castagni.
In tanti anni ha effettuato molteplici interventi di innesto e consulenza in tutta la Bergamasca, dalla Valle San Martino alla Val Cavallina, oltre che diversi lavori in Brianza. L’attività di innesto consiste nell’impiantare sui ceppi selvatici bastoncini di castagna (detti marze) che, una volta attecchita, darà vita a un albero da frutto di qualità . Per eseguire tali operazioni è necessaria, oltre all’esperienza sul campo, un’adeguata preparazione teorica. Non a caso il tecnico ha partecipato, negli ultimi anni, a diversi corsi dedicati al mondo delle castagne.
Oltre alle lezioni organizzate dalle Comunità montana Valle Imagna nel 2001, dal Comune comasco di Canzo e da quello di Sondrio negli anni successivi, Personeni è stato l’unico rappresentante bergamasco al convegno nazionale sulla castanicoltura tenutosi a Montella, in provincia di Avellino, nell’ottobre del 2005; in quell’occasione, oltre ad analizzare tutti gli aspetti inerenti la salvaguardia e il valore della castanicoltura, ci si è addentrati nell’analisi scientifica delle peculiarità chimiche e scientifiche del castagno e dei suoi frutti. Convegno che gli ha permesso di approfondire ulteriormente la sua conoscenza delle castagne.
Tutta questa competenza in materia ha permesso a Personeni di divenire, dal 2004, collaboratore del Parco dei Colli di Bergamo, con il quale ha iniziato un’attività didattica che ha coinvolto i ragazzi delle scuole elementari di Sorisole. Durante le sue dimostrazioni, abbina l’approccio teorico con un’esperienza concreta di innesto di castanicoltura.
«La passione per questa coltura – sottolinea – è nata da bambino, quando andavo nel bosco che mio nonno aveva sulle pendici del monte Ubione, sopra Clanezzo. Con il tempo ho abbandonato questa passione che, però, nel 1993 è riesplosa. E da allora mi occupo attivamente durante il tempo libero di castagne e castagneti. Attualmente sto recuperando un ex castagneto di circa un ettaro mediante l’innesto di una varietà pregiata di marrone della Valle Imagna, di cui non si aveva più traccia ma che è sopravvissuta grazie a degli innesti fatti sessant’anni fa da un anziano di Clanezzo».
Oltre a questa varietà locale, Personeni ha innestato sul territorio qualità pregiate come il marrone di Chiusa Val di Pesio (Piemonte), il marrone del Mugello (Toscana) e il marrone Castel del Rio (Emilia Romagna), nonché altre varietà asiatiche. E se le sue attività sono a 360 gradi, l’impegno per il mantenimento del bosco non si limita, come si potrebbe credere, al periodo autunnale coincidente con la raccolta, ma si dipana lungo tutto l’anno: oltre alla raccolta autunnale, in inverno si deve svolgere un’attività di preparazione dei ceppi e di selezione delle piante giovani destinate all’innesto, mentre la primavera è il periodo in cui si eseguono le operazioni vere e proprie di innesto. Durante l’estate è necessario un lungo e meticoloso iter di cure colturali alle piante innestate, oltre che la pulitura del terreno per agevolare le operazioni di raccolta.
«Tutte queste operazioni – riprende Personeni – richiedono tempo e passione, ma sono necessarie per potere reintegrare il castagno, pianta che per anni è stata una delle principali forme di sostentamento per gli abitanti delle nostre valli, tanto da essere definita come “il pane dei poveri”. Ultimamente è stato rivalutato il suo ruolo in materia di valenza ambientale e paesaggistica». Tra i progetti che il castanicoltore ha in cantiere c’è la costruzione, a partire dalla prossima primavera, di una serra dove potere coltivare piantine selezionate di castagno di varietà pregiate, altrimenti di difficile reperibilità .
Cristian Cattaneo - L’Eco di Bergamo
ARTICOLI CORRELATI: