I Giochi senza quartiere di S.Giovanni Bianco
San Giovanni Bianco Articolo letto da 291 Utenti - Pubblicato il 21 Agosto 2007I Giochi senza quartiere fan Centro
La contrada rosa trionfa in oratorio nelle sfide che mancavano da dieci anni. I «Giochi senza quartiere» tornano dopo dieci anni e fanno Centro. In tutti i sensi: per la partecipazione di pubblico, per l’entusiasmo delle squadre e per il nome della contrada vincitrice, il Centro. I Giochi, nati nel 1976, hanno rappresentato per anni l’appuntamento clou dell’estate di San Giovanni Bianco: per tante stagioni, all’oratorio, sono state migliaia le persone che hanno assistito allo spettacolo di giochi e grandi scenografie, costituite da castelli di ferro e la tradizionale piscina.
Sfide che, all’origine, volevano ricordare gli allora famosi «Giochi senza frontiere» televisivi. Così si proseguì fino all’estate 1997, poi, di fatto, ci fu un’interruzione. In questi dieci anni si sono svolti alcuni giochi (come nel 2004), ma nulla a che vedere con gli originari «Giochi senza quartiere». Che, invece, l’altra sera sono tornati ad animare l’estate sangiovannese grazie ai giovani dell’oratorio: il clima autunnale, peraltro, ha un po’ guastato la festa ma alla fine il pubblico (circa 500 persone) ha risposto all’appello.
Il trofeo che da 30 anni accompagna i Giochi, offerto dal Gruppo missionario e raffigurante una statuetta di Zignoni, è andato ai contradaioli del Centro. In gara sette tradizionali quartieri: Piazzo-Briolo, Roncaglia-Oneta, Centro, Piazzalunga-Fuipiano, San Pietro-San Gallo e Portiera, Ponte Vecchio, Villaggio (tra le contrade mancava Cornalita) e, infine, i camionisti.
Cinque le prove da superare, ispirate al Far West: «La mandria», dove le squadra – grandi sci ai piedi – doveva superare un percorso a ostacoli, quindi il «Rodeo» con i giocatori, vestiti da tori, e chiamati a rispondere a domande sul paese; nel Fortino i concorrenti, attrezzati di gerle, dovevano recuperare più palline possibili, lanciate dai compagni da un’altezza di circa otto metri; nel Mississippi, invece, bisognava attraversare il fiume (costituito da una piscina) con l’aiuto di tre corde; infine «Il saccheggio» nel quale i contradaioli dovevano portare più lingotti possibili salendo uno scivolo insaponato. Dunque, vittoria per il Centro, nella tradizionale casacca rosa, davanti a Roncaglia-Oneta e Ponte Vecchio. Quarto posto a pari merito per San Pietro-San Gallo-Portiera, Piazzalunga-Fuipiano, Piazzo-Briolo e Camionisti. Ha chiuso la classifica il Villaggio.
L’Eco di Bergamo
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