San Giovanni Bianco – I gestori del palasport di non ci stanno a fare da capri espiatori per i recenti disagi creati a scuole e società sportive. Locali sporchi, mancanza di acqua calda e scarso riscaldamento sarebbero la conseguenza di un contratto d’affitto troppo oneroso e di una struttura non perfettamente funzionale. E tra le cause delle spese eccessive di riscaldamento, che poi hanno portato all’indebitamento dei gestori, ci sarebbe anche una tubazione sospetta. Tubazione che, secondo i gestori, andrebbe a riscaldare anche altri locali comunali, diversi dal palasport.

«Un nostro tecnico – spiega , che ha scritto anche al nostro giornale – ha verificato che una tubazione dell’ va a finire in zone comunali, probabilmente il magazzino. Tra elettricità e gas paghiamo ogni mese 6.000 euro di bollette a cui vanno aggiunti i costi di affitto (12 mila euro all’anno), pulizia e materia prima per il bar. E proprio il bar è l’unica che ci consente di avere entrate». «Le tariffe per le società sportive che utilizzano il palasport – continua Carminati – sono troppo basse. Avevamo chiesto all’amministrazione comunale di poterle modificare perché non coprono neppure un sesto dei costi della palestra. Come avevamo chiesto di riparare il tetto, visto che non è ben isolato e ci sono infiltrazioni d’acqua. Naturalmente questa situazione precaria della struttura ci costringe a un elevato consumo di riscaldamento. E vogliamo ricordare che le porte di sono state rotte per tre anni, cosa che ha favorito atti vandalici e danni pagati poi da noi».

«I mancati interventi di riparazione – continua Carminati – hanno portato al fallimento, in 15 anni, di tre successivi gestori, compresi noi. Nonostante tutto, sempre a nostre spese, abbiamo riverniciato e sistemato alcuni spazi del palazzetto e realizzato progetti per i giovani». Replica il sindaco Gerardo Pozzi (Lega Nord): «Non mi risulta che l’impianto del palasport vada a scaldare altri locali; peraltro il magazzino non è neppure riscaldato. Per quanto riguarda le tariffe sono fissate in un contratto e non possono essere modificate: non sarebbe corretto nei confronti delle altre ditte che avevano partecipato alla gara per la gestione».

«Il palasport – continua Pozzi – è stato progettato vent’anni fa, quando sindaco era Attilio Gasparini. Colpe sulla struttura non si possono imputare a questa amministrazione. Il tetto è così e non si può certo rifare ex novo. Per il bene della comunità, comunque, invito i gestori a prendere in seria considerazione l’idea di abbandonare il palasport, vista la situazione attuale». Gestori, peraltro, fortemente indebitati, che dovranno effettivamente lasciare la struttura sportiva se non verseranno i canoni arretrati entro il prossimo 30 giugno.

L’Eco di