I caprini brembani numeri uno in Italia
-La Valle Brembana Articolo letto da 135 Utenti - Pubblicato il 13 Maggio 2008Concorso nazionale di Milano: «La Peta» e Bonzi superstar Grande exploit dei formaggi orobici con 24 medaglie su 52. Valle Brembana - La Bergamasca, e in particolare la Valle Brembana, regina dei formaggi caprini. Che siano freschi o a crosta fiorita, che siano caciotte o yogurt, non c’è concorso in cui le aziende agricole orobiche non salgano sul podio. Così è stato alla terza edizione del concorso «All’ombra della Madonnina», svoltosi a Palazzo dei Giureconsulti a Milano e allestito dall’Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi (Onaf): in pratica l’unica manifestazione nazionale ancora oggi organizzata esclusivamente per i prodotti con latte di capra.
Su 52 premi assegnati (una novantina le aziende in gara con i formaggi suddivisi in 11 categorie) quasi la metà , ovvero 24, sono andati a produttori bergamaschi, e di questi 16 della Valle Brembana. I premi più ambiti, le cosiddette «Targhe di eccellenza», equivalenti a un successo assoluto, sono andati all’agriturismo «La Peta» di Maria Luisa Ghisleni di Costa Serina , affidato al casaro Mario Costa, e a Fabio Bonzi di San Giovanni Bianco.
«La Peta», quindi, ha ricevuto altri cinque «Riconoscimenti di qualità », equivalenti a medaglie d’argento, mentre Bonzi tre. Ma buone anche le performance delle altre aziende orobiche: la Ombria di Caprino con quattro argenti, Mario Rota di Brembilla e Maria Gamba di via Clanezzo ad Almenno San Salvatore con tre, Alessandro Bolchini di Fara d’Adda con due e «La Via Lattea» di Valentina Canò di Brignano con due.
Lontane le province inseguitrici che hanno ottenuto premi: Brescia (7), Varese (4), Lecco (3), Salerno (2), Agrigento (2), Alessandria (2), Treviso (2), Verbano Cusio Ossola (2), Aosta, Udine, Cremona e Savona con uno. Un bottino da leccarsi i baffi, quindi, per la squadra di produttori orobici (in Bergamasca si contano una quarantina di aziende), guidata, come sempre, da Battista Leidi, oggi 71 anni, di via Clanezzo ad Almenno San Salvatore, considerato il pioniere dei formaggi caprini in Bergamasca, già vincitore di concorsi regionali e nazionali, tra cui, oltre a quello milanese, quelli di Morbegno (Sondrio) e Castegnato (Brescia). «Anche quest’anno ci siamo fatti onore - dice Battista, che è presidente del settore caprino dell’Associazione provinciale allevatori di Bergamo - ma la concorrenza e la qualità degli allevatori meridionali si fa sempre più agguerrita, in particolare di siciliani e sardi.
Leidi ha iniziato a produrre formaggi caprini negli anni Settanta e da allora tanti che hanno voluto imparare il mestiere sono passati da lui. Come Fabio Bonzi, 25 anni, «oro» al concorso milanese. La sua azienda si trova in via Piazzegotto a San Giovanni Bianco, lungo la strada che da San Pellegrino sale a Dossena. «Fin da piccolo gli animali sono stati la mia passione - dice - così mi sono diplomato in Agraria e ora sto seguendo un corso di laurea in “Allevamento e benessere animale”. Battista è stato il mio maestro e a lui devo tantissimo. Da anni in vetta alla produzione casearia anche l’azienda agricola «La Peta» di Costa Serina.
I prodotti bergamaschi - dice il casaro Mario Costa, 49 anni - sono d’eccellenza nazionale e, negli ultimi anni, in continuo aumento. Un successo che dobbiamo anche all’assistenza di Katia Stradotto di Lecco, esperta di caseificazione dell’Associazione regionale allevatori, che ci segue nella produzione».
Ora, il prossimo importante appuntamento per gli allevatori del settore sarà dal 10 al 12 ottobre a Castegnato, nel Bresciano, per l’undicesima edizione del concorso nazionale dedicato a tutti i formaggi, tra cui i caprini. Nella gara dello scorso anno Bonzi conquistò l’oro, superando il suo maestro Battista Leidi, reduce da nove successi consecutivi. Il casaro di Clanezzo, evidentemente, aveva insegnato bene i segreti del mestiere al suo allievo prediletto.
Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo
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