ZOGNO – Torna la bella stagione e insieme al caldo tornano le visite alle di , fra le più suggestive bellezze naturali della , scoperte e valorizzate negli anni ’30 da Ermenegildo Zanchi. Per gli appassionati sono in serbo delle novità: il Comune sta infatti pensando di ripristinare nuovi passaggi per rendere più fruibili le cavità carsiche.

Le Grotte delle meraviglie sono state riportate alla piena agibilità dopo anni di abbandono dall’amministrazione comunale , che poi ne ha affidato la gestione al Gruppo speleologico Grotte delle meraviglie. Grazie a un contributo regionale di 120 mila euro l’amministrazione ha realizzato un nuovo accesso al parco sul quale si apre la cavità carsica. Inoltre si è dedicata al rifacimento degli tecnologici (illuminazione, servizi, biglietteria e altro) che hanno reso più agevole la visita alle grotte. Le esplorazioni – interrotte per la pausa invernale nel settembre scorso – sono riprese ad aprile, ma in modo limitato (solo su prenotazione per le scolaresche e per gruppi organizzati). Adesso, invece, è partito il calendario delle visite estive libere (due aperture domenicali mensili). Per accedere alle grotte non serve più prenotarsi: basta presentarsi alla biglietteria, da cui partirà la visita con le guide.

Angelo Curnis, assessore comunale alla Cultura, commenta: «Questo piccolo ma prezioso patrimonio naturale e turistico della nostra valle ci rende orgogliosi – afferma –, è importante promuoverlo. La visita alle grotte è ormai parte integrante dei programmi dell’animazione estiva della nostra valle. Con soddisfazione notiamo che ci sono visitatori che tornano più volte, ammaliati dallo spettacolo delle stalattiti e delle stalagmiti». «L’intenzione del Comune – continua Curnis – è ampliare la fruibilità dell’area con altri passaggi, che certamente risulteranno interessanti sul piano naturalistico, turistico, storico e culturale. Ci stiamo lavorando». L’assessore fa riferimento a due cavità che si aprono nel parco delle grotte e che furono scoperte, visitate e illustrate alcuni anni fa da appassionati zognesi guidati da don Giulio Gabanelli. Si tratta del Bus del Tabac e del Bus de l’Andrea, nei quali vennero trovati resti umani e arredi funebri ora conservati in un’apposita sala del Museo della valle. Secondo gli esperti, la tomba è risalente a oltre 5 mila anni fa: il Comune vorrebbe rendere visibile questo luogo dall’importanza storica. Gli spazi erano difficilmente accessibili, ma ora si stanno mettendo in sicurezza i percorsi che corrono dal pendio della . In fase di collocazione anche la segnaletica che collegherà l’area al polo museale zognese.

Ma non è questa l’unica novità: di recente è stato realizzato un parcheggio, collegato alla scala e alla galleria paramassi sopra la provinciale, ma è di piccole dimensioni. Per questo è stato approntato un nuovo spazio, più ampio, all’ex stazione ferroviaria. Infine, il capitolo guide. Afferma il responsabile Nevio Basezzi: «In accordo con il Comune, che si assumerà l’onere finanziario, stiamo organizzando un corso di formazione per guide rivolto in particolare ai giovani. Verrà lanciato il prossimo mese di settembre».

Sergio Tiraboschi – L’Eco di

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