San Pellegrino Terme – Dopo un lungo «sonno» durato circa 30 anni, le «Grotte del Sogno» di San Pellegrino si preparano al «risveglio»: abbandonate a inizio degli Anni Ottanta, ora saranno rimesse in sicurezza, di nuovo illuminate e adattate per ospitare aspiranti «speleologi». I soldi ci sono, il progetto esecutivo per il ripristino è pronto e, dall’estate 2011, potrebbero già essere visitate. Il «sogno» di Ermenegildo Zanchi, quindi, lo scopritore delle grotte, potrà continuare. Quando ancora il sottosuolo più che meraviglia incuteva timore, il «nonno degli abissi» – come veniva chiamato lo Zanchi, l’esploratore delle cavità naturali brembane – scese in quegli anfratti tra la Vetta e Aplecchio, sopra San Pellegrino, nonostante qualcuno, per paura, lo supplicò di non osare tanto.

Era il 1931 e, l’anno dopo, lo spettacolo di stalattiti e stalagmiti divenne visitabile dal grande pubblico. Zanchi fu anche direttore della funicolare della Vetta per oltre mezzo secolo e per mezzo secolo le «sue» grotte rimasero aperte. Fino al declino e all’abbandono. Ma ora si prepara la riapertura: disponibili ci sono 180 mila euro (90 mila euro saranno da restituire in vent’anni), fondi europei messi a disposizione dalla Regione Lombardia al Comune di San Pellegrino per il ripristino.

Le grotte si trovano a circa 600-650 metri di altitudine, raggiungibili tramite un sentiero dalla località Vetta di San Pellegrino. «Sarà rimesso in sesto il percorso pedonale fino alla vecchia biglietteria – spiega il progettista Riccardo Sonzogni –. Da qui partiranno altri due percorsi: uno rettilineo e panoramico verso la valle della Borlezza, un altro più a valle verso l’ingresso delle grotte che proseguirà poi fino alla frazione di Aplecchio. L’idea è quella di creare l’ingresso nella zona bassa delle grotte, quindi far risalire i visitatori all’interno, lungo il percorso di circa 200 metri, per poi uscire di nuovo all’aperto nei pressi della biglietteria».

«Ancora oggi – si legge nella relazione del progetto – nelle grotte ci sono tutte le strutture necessarie per i visitatori come scalette, parapetti, scoli d’acqua, anche se, ovviamente, si rendono indispensabili interventi di ripristino e di presidio, soprattutto per disciplinare accesso e uscita».

Si provvederà, quindi, a sistemare i sentieri, con barriere in legno e panchine sul percorso panoramico, a realizzare il selciato dove necessario e a recuperare il chiostro della biglietteria, dove troveranno posto anche tutte le attrezzature necessarie ai visitatori, dai caschetti alle pile. Nelle grotte saranno rinnovate tutte le strutture di sicurezza, barriere e passerelle, e sarà rifatto l’impianto di illuminazione.

«L’intervento dovrebbe iniziare a breve – spiega il vicesindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi – e proseguire per alcuni mesi. L’obiettivo, naturalmente, è quello della riapertura, probabilmente già dalla prossima estate, almeno per quattro mesi. L’impegno dell’Amministrazione comunale sarà quello di individuare la modalità più idonea per la gestione».

Sempre grazie a fondi regionali (181 mila euro) più altri fondi comunali per 150 mila euro, inoltre, dal prossimo autunno si dovrebbe mettere mano alla vecchia stazione di partenza della funicolare della Vetta. La casetta che faceva da biglietteria e alloggio del custode sarà sistemata per ricavarvi spazi per esposizioni.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo