Mai come in questo caso, forse, vale il detto «carta canta». E la carta è quella dell’«Alpino», il periodico nazionale ufficiale delle penne nere: nel numero del 20 dicembre 1920 compare l’elenco di sezioni e gruppi «regolarmente costituiti e funzionanti». Tra le otto sezioni non c’è ancora Bergamo (nascerà nel 1921) e tra gli 11 gruppi citati compare, della nostra provincia, solo San Gallo, allora comune autonomo, oggi frazione di . Con questo documento ufficiale gli alpini di San Gallo, con una punta di orgoglio, sostengono di essere il primo gruppo alpino sorto in Bergamasca.

Così almeno risulta dalle «carte», seppure, tra il 1919 – anno di nascita dell’Ana a Milano – e il 1920, di gruppi attivi in terra orobica (magari non ancora iscritti all’associazione) ce n’erano probabilmente altri: oltre a San Gallo, Vilminore di Scalve, Crespi d’Adda e Schilpario, come risulta dal volume dell’Ana di Bergamo. E poi c’è Bracca, il primo, nel 1922, – stando sempre al libro sulla storia degli alpini – a entrare nella sezione orobica.

Quando nacque, infatti, il gruppo di San Gallo (così come Crespi) si aggregò alla sezione di Milano, non essendoci quella di Bergamo. Il merito di tanta celerità fu del capitano Nino Orlandini, alpino pluridecorato, primo presidente del gruppo brembano. La prima sede – guarda caso – fu l’osteria del centro. Gli anni passano e il gruppo di San Gallo si perde un po’ per strada, fino alla rifondazione del 1982. Oggi, guidato dal capogruppo Leonardo Gervasoni, al terzo mandato consecutivo, conta 50 soci, di cui 36 alpini e 14 amici. Un numero altissimo considerando che la popolazione della frazione non va oltre i 400 abitanti. «Questo grazie alla ricerca e al coinvolgimento dei potenziali soci e amici – dice il capogruppo – perché senza leva e con l'”andare avanti” dei veci i numeri sarebbero sicuramente inferiori».

Dunque 90 anni «ufficiali» che saranno festeggiati questo fine settimana: oggi, alle 16,30, il ritrovo in piazza Padre Zuccali, alle 17 la deposizione dei fiori e la Messa al cimitero, alle 20,30, nella parrocchiale, il concerto del coro «Figli di nessuno». Domani, alle 9, l’ammassamento a Costa San Gallo, alle 9,30 la fino a San Gallo, alle 10 l’onore ai Caduti, la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti e l’alzabandiera. Alle 10,15 i discorsi delle autorità, alle 10,45 la Messa e alle 12,30 il pranzo.

«Il gruppo ha affrontato questo evento con grande entusiasmo – conclude Gervasoni –. La popolazione, in ogni modo, ha voluto dare una mano e dobbiamo ringraziarla. E la partecipazione dei soci è stata straordinaria. Perché ogni alpino, quando prende un impegno, fa del suo meglio per onorarlo senza pensare ai sacrifici». Che poi, al di là del primato di fondazione, è quel che conta anche per gli alpini di San Gallo.

Giovanni Ghisalberti l’Eco di Bergamo