Gli alpini di Mezzoldo tornano in Messico
-La Valle Brembana, Mezzoldo Articolo letto da 191 Utenti - Pubblicato il 16 Gennaio 2008
I 12 volontari partono per il Chiapas, nel ricordo di padre Noris. Dopo scuola, falegnameria e asilo, un capannone dove poter lavorare i prodotti agricoli. Con questo nuovo obiettivo una dozzina di volontari dell’associazione «Padre Pietro Noris», alpini, ma anche due donne, partono oggi per il loro tredicesimo viaggio in Messico. Destinazione: lo Stato di Chiapas, precisamente a Tumbalà . Rientro previsto per marzo. Promotore e presidente del gruppo è Santo Salvini, mezzoldese residente a San Pellegrino Terme, capogruppo delle penne nere del suo paese d’origine, che conta sulla collaborazione di Domenico Salvi, sempre di San Pellegrino. Niente fotografie, i due proprio sono allergici a farsi riprendere. Accettano però di parlare dell’associazione «anche perchè ci interessa farci conoscere – osservano –, così se qualcuno ha buon cuore e mette mano al portafoglio…».
Per ripercorrere la storia di questa associazione, occorre tornare alla seconda metà degli Anni Quaranta. «Allora frequentavo le scuole elementari a Mezzoldo – ricorda Santo Salvini – e la mia maestra era Margherita Noris, di Alzano Lombardo. Ci parlava sempre di suo fratello Pietro, missionario in Messico. Già allora cercava di raccogliere fondi per aiutare il fratello e i bambini che assisteva. Anche oggi che padre Pietro è morto, la signorina Margherita, 84 anni, continua a darsi da fare con mercatini e varie iniziative, per raccogliere fondi da inviare in Messico».
I racconti della maestra fecero breccia nel cuore di Salvini, e non solo: «Anche in valle Brembana raccoglievamo e continuiamo a raccogliere fondi – spiega –: l’impegno più grande coinvolge i miei alpini. Così, con alcuni nostri amici 12 anni fa abbiamo costituito la Onlus intitolata a padre Pietro». E sono cominciati i viaggi.
«Laggiù le necessità sono tante – precisa Salvini –. La prima volta che siamo arrivati in Messico, nella missione di San Luis, nella regione del Quanaquato, sull’altopiano messicano del Nord, ci siamo resi conto che si sarebbe dovuto fare qualcosa per sfamare e far crescere quei ragazzi. Con campagne annuali di lavoro abbiamo costruito una scuola, un laboratorio di falegnameria attivo ormai da alcuni anni per insegnare un mestiere ai ragazzi e un asilo, inaugurato lo scorso anno e oggi frequentato da una sessantina di bimbi. Questa struttura sarà completata quest’anno con la recinzione».
Ma il Messico è vasto, così i volontari brembani hanno raggiunto lo scorso anno anche il Sud. «A Tumbalà , nel Chiapas, abbiamo costruito un capannone per la lavorazione dei prodotti ortofrutticoli, abbondanti in questi posti. Durante questo nostro viaggio prevediamo di completarlo e di realizzare un impianto idrico, la rete di fornitura dell’energia elettrica, una mensa e gli alloggi del personale».
Tanti progetti concreti portati a termine nel ricordo di padre Pietro, che possono contare sulle suore presenti nelle diverse missioni raggiunte dagli alpini volontari, ma anche sull’appoggio delle autorità del posto. «Ogni anno siamo motivati a partire – osserva Salvini – perché abbiamo lo stimolo costante di Margherita Noris, che continua qui in Italia il lavoro svolto dal fratello in Messico, grazie anche all’aiuto dei suoi tanti amici. È preziosa anche l’attenzione che le autorità messicane dedicano al nostro lavoro, sollecitando la nostra presenza laggiù. Così ogni anno ci aspettano con ansia, pronte a darci il loro supporto».
L’Associazione Umanitaria Pietro Noris
Sergio Tiraboschi - L’Eco di Bergamo
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