Valnegra – «Ma i problemi del paese non sono questi. Non è il “Bar Ceco” o un consulente maschio in una Giunta di donne. Il problema di questi paesini di è la sopravvivenza, è un bilancio di 350 mila euro che non consente investimenti, è il lavoro che manca». Il sindaco di parla in questo piccolo ufficio, dietro una minuscola scrivania dal ripiano in fòrmica verde, ai lati due vecchi armadi, accanto una bella bandiera italiana. Virna Facheris, capelli mossi e un bel sorriso, fisioterapista in ospedale, è in carica dal maggio scorso. Dice: «Non mi aspettavo questa tempesta mediatica e non la capisco.

In paese sono apparsi alcuni volantini firmati dagli “Indignados di Valnegra” che se la prendono con noi per la mancata apertura del vecchio “Bar Ceco”, oggi centro polifunzionale di ottanta metri quadrati, e per la consulenza amministrativa – a titolo del tutto gratuito – assegnata a un maschio rispetto a una Giunta di sole donne, il signor Mauro Begnis, che è del paese ed è segretario della . È una tempesta in un bicchiere d’acqua».

Incarico già annunciato
«Avevamo detto prima delle elezioni che ci saremmo avvalse della consulenza di Begnis – prosegue il sindaco – che è persona di grande esperienza amministrativa. L’avevo ribadito nel mio discorso di insediamento. Ricordo che Begnis è stato sindaco di Valnegra dal 1975 al 1995…». Virna Facheris e le sue «assessore» Barbara Giupponi (vicesindaco), Elena (Bilancio) e Lucia Reguzzi (Istruzione) fanno fatica a capire persino le lettere di solidarietà che arrivano da tutta Italia, l’interesse dei media.

Dice il sindaco: «Stasera (ieri, ndr) abbiamo l’assemblea programmata da tempo per rendere conto alla cittadinanza del nostro operato in questi dieci mesi. Parleremo anche di questi volantini anonimi apparsi in paese. Ci accusano di non avere avviato il centro polifunzionale con bar allestito dalla vecchia amministrazione, in realtà dobbiamo ottemperare ad alcune norme dettate dall’Asl, tipo la realizzazione di un secondo bagno e poi preparare un bando e vedere se qualcuno si offre per la gestione, considerando i fini sociali della struttura. A Valnegra abbiamo già tre bar di cui uno è anche pizzeria. Ma vorrei che questa tempesta servisse per parlare dei veri problemi della montagna».

I veri problemi
E snocciola la questione degli accorpamenti, «di queste unioni di paesi per arrivare a tremila abitanti. Così non ci saranno risparmi (i servizi li gestiamo già in consorzio) e si rischia di perdere quei residenti volontari che aiutano i piccoli comuni per senso di appartenenza». Dal canto suo, Mauro Begnis è tranquillo, dice: «Prima delle elezioni il gruppo delle donne mi aveva chiesto di dargli una mano. Lo faccio volentieri, anche perché una di queste donne è mia moglie. Non mi sono candidato a sindaco perché l’ho già fatto per vent’anni e perché il lavoro in Comunità montana mi occupa molto tempo. Ma non sono l’unico volontario in Comune, ci sono che danno una mano gratuitamente in diversi campi, per esempio nella piccola manutenzione dove il nostro unico operaio non può arrivare».

Tutti all’assemblea
Cala la sera sul piccolo paese, si accendono le luci, la piazza è deserta, le vie anche, tante imposte e portoni chiusi. Sono anni difficili per la montagna marginale. Si va tutti nel centro polifunzionale sotto la biblioteca, una sala bianca, umile, luci al neon. Ci sono cinquantacinque persone su duecentodieci abitanti. Sindaco e assessori dicono quello che hanno fatto per fare quadrare i conti. Risparmi su risparmi, l’orgoglio per la loro scuola media e l’asilo nido che servono l’alta valle, il desiderio di non tagliare i servizi, di mantenere viva la biblioteca, anche grazie all’aiuto dei volontari.

Ma alcuni piccoli problemi diventano drammatici quando non ci sono finanziamenti: dal tetto del Comune piove acqua, il campetto di calcio dei ragazzini è stato chiuso perché serve una manutenzione. Anche la palestra-palazzetto dello sport, altro orgoglio del paesino, ha bisogno di interventi. L’assessore Elena annuncia che da lunedì parte il sito Internet ufficiale del Comune. Il sindaco Virna ringrazia «i volontari che aiutano a sistemare strade, tombini, parchetti. Qui lavoriamo per il bene della comunità». Si scopre infatti che non solo la Giunta ha rinunciato agli indennizzi, ma che se vanno a in Provincia o a Milano in Regione, ci vanno a spese proprie.

Poi gli «indignados» vengono allo scoperto. Prende la parola con veemenza la ex sindaco Rosanna Donati, maestra in pensione, capelli grigi e tanta energia. Parla del centro polifunzionale non ancora compiuto, della illegittimità – a suo avviso – dell’incarico di consulenza a Mauro Begnis. Si accende la polemica, ma non è facile comprenderne il motivo vero. Alla fine interviene l’anziano signor Attilio: «Siamo duecento anime, il paese è pieno di problemi e stiamo qui a litigare per niente. Stiamo uniti e cerchiamo di fare vivere il nostro paese».

Paolo Aresi – L’Eco di Bergamo