San Pellegrino Terme – Telecamere della Rai e interviste agli amministratori. Lo «smontaggio» dell’ex Terme di San , non ancora iniziato, ieri ha già attirato l’attenzione dei media oltre la nostra provincia. Ma siamo ancora alle fasi iniziali, quelle dell’allestimento del cantiere. La «decostruzione» vera e propria dell’edificio, come è stata chiamata dal , inizierà solo tra alcuni giorni. Ieri, intanto, c’è stata la consegna ufficiale dei lavori alla Despe di Torre de’ Roveri, specializzata in questo tipo di interventi (si occupò anche della demolizione degli ex stabilimenti ), in una riunione avvenuta nella sede dell’ex Azienda autonoma con amministratori pubblici, dirigenti dell’azienda di acque minerali e .

Incontro durante il quale è stato definito il cronoprogramma dei lavori, che dovrebbero durare due o tre mesi. «C’è stato solo un intervento di pulizia e in questi giorni verrà allestito il cantiere – spiega il sindaco Vittorio –. Prima della “decostruzione” vera e propria bisognerà poi installare i sismografi per la misurazione delle vibrazioni, a salvaguardia della sorgente dell’acqua San Pellegrino. Inoltre si dovranno montare i ponteggi. Solo allora inizierà lo “smontaggio” dell’ex hotel». «L’apertura del cantiere – prosegue il primo cittadino – è il segnale che si va avanti, con tutte le difficoltà del caso, ma si va avanti. L’auspicio è che dopo la “decostruzione” inizi subito la costruzione del nuovo centro termale».

Al posto del vecchio albergo Terme (la parte più recente, quella con il ristorante), infatti, dovrà sorgere, insieme ai restanti spazi dell’ex hotel restaurato, il nuovo centro termale progettato dal gruppo «De8 architetti» e dal designer Marco Ferreri. Secondo la tabella di marcia del gruppo Percassi dovrebbe essere concluso entro la fine del prossimo anno. Nel frattempo, settimana prossima, inizieranno anche gli ultimi lavori di restauro del casinò, per un importo di circa un milione di euro (di cui 900 mila dalla Regione e poco più di centomila dal gruppo Percassi). «Si provvederà all’impermeabilizzazione di parte del tetto, alla posa dell’impiantistica tecnologica e al trattamento protettivo di sculture e balaustre in cemento – spiega l’assessore Franco Nicolosi –. Si spera, con il ribasso d’asta, di trovare i fondi per finire i restauri della sala vicino alle cucine. A quel punto il recupero del casinò (si sta lavorando anche per il nuovo teatro, ndr) sarà concluso».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di