GhelmoCapita spessissimo che il mio parere non interessi a nessuno, per cui vi ringrazio di avermi dato la possibilità di esprimermi. Mi chiamo Ghelmo, vengo dalla Valle Imagna e sono un pastore. O per lo meno è quello che dovrei essere. Vorrei raccontarvi la mia esperienza perché ritengo che possa essere utile. Lo scorso luglio mi è capitato di soggiornare tra Berbenno e Blello, ed è stata un’esperienza allucinante. Rumore, auto, vacanzieri, sporcizia nei boschi. Per una settimana sono rimasto a girovagare attorno a una pozza d’acqua, con la fame che mi attanagliava lo stomaco, gente che mi prendeva a calci, macchine che andavano troppo forte e cercavano d’investirmi e persone indifferenti. Poi ho incontrato un’umana strana. Puzzava di gatto, di fumo, di altri cani e di ragù.

Contrariamente agli altri lei si è fermata, è scesa dalla sua macchina, anch’essa puzzolente, e mi si è avvicinata. Per una settimana ha cercato di guadagnarsi la mia fiducia, portandomi bocconcini e crocchette. Alla fine ce l’ha fatta: avevo troppa fame, troppa paura, soprattutto la notte, quando scendeva il buio e il bosco si riempiva di rumori strani: tutte quelle mascelline delle “ghire” che sgranocchiavano, fruscii, luci improvvise….

L’ho seguita. Non è stato facile abituarmi: l’umana che puzza è strana: scopre i denti spessissimo, ma non per ringhiare, mi ha messo una cosa attorno al collo ma non per legarmi, mi ha lavato e pettinato, cercando di rubarmi tutti i pezzi di letame che avevo attaccato alla schiena. Ha enormi e pericolosi cani, che hanno cercato di sbranarmi, gatti che mi hanno soffiato, galline che starnazzano, e strane abitudini. Ma ha anche ciotole piene di pappa profumata, croste di formaggio succulente, e un modo molto, molto particolare di grattarmi dietro le orecchie. È bellissimo: gli occhi mi si chiudono, le tensioni si alleviano, i dispiaceri scompaiono. Queste coccole sono fantastiche….

Anche lei però è un po’ bastarda: ha cercato di lasciarmi con altri umani, ma per fortuna sono furbo. È bastato piangere disperatamente, saltare, fare il matto, mordere e rosicchiare tutto e, ogni volta, lei è ricomparsa, con la sua macchina puzzolente, per riportarmi in quella strana casa in mezzo al bosco, piena di gatti, puzze e coccole.

Adesso si è arresa al mio amore: starò con lei.
Povera umana… ho rivoluzionato la sua vita! Ha chiamato un altro umano che ha fatto una grande casa di legno per i cagnacci grossi, ha chiamato una ragazza bionda che ci insegna delle cose divertenti, mi ha portato dal dottore (e qua non è stato divertente), e parla sempre con una cagna grigia, cercando di convincerla che c’è posto anche per me. Adesso la sera comincia a fare freddo, ed è bellissimo stare nella casa piena di odori, posare il muso sulle ginocchia della donna che puzza di fumo, gatti e ragù e prendersi tutte le coccole dietro le orecchie. Sono stato tradito, abbandonato, ma forse ne valeva la pena, perché, dopo tanto soffrire, ora sono davvero felice con lei. È la donna dei miei sogni, mi capisce al volo, mi apprezza, anche se ogni tanto mi sgrida, mi prepara favolosi pranzetti e soprattutto mi riempie di attenzioni. Mi fa sentire che valgo anch’io qualcosa. Che vale la pena amarmi.

Però, quando scende il buio, mi resta una vena di malinconia. Ricordo quando scendeva il buio nel bosco, lo stomaco si contraeva per la fame e saliva la paura. E penso a quanti altri, abbandonati, traditi, vilipesi, picchiati, ci sono in giro, meno fortunati di me. Persone che, come me, avevano una famiglia, e si sono visti crollare il mondo sotto i piedi per l’egoismo di qualcuno. Allora sospiro, guardo l’umana e penso che io sono stato fortunato. Ma quanti altri miei fratelli adesso girano disperati per boschi e città? Pensateci, umani, la prossima volta che andrete in vacanza…

I miei rispetti.
Ghelmo ex de la ‘al Imagna, ora Ghelmo di Blello