Il recente ritrovamento del ritratto e di varia documentazione inedita su Gerolamo o Girolamo Calvi, conservati nella sua casa a , ora proprietà Bagini, è motivo per riproporre la figura di questo interessante personaggio, ancora troppo poco conosciuto, meritevole di studi ancora più approfonditi. Nel 2000 Pier Angelo Pelucchi nel pubblicare l’opera di Girolamo Calvi “Di Giovanni Simone Mayr”, delinea anche la figura dell’autore definito a ragione: ‘di personalità poliedrica: dottore in legge, musicista, scrittore, giornalista, filosofo, umorista, patriota’. Nella sua breve esistenza (1801-1848) ebbe modo di conquistarsi la stima dell’ambiente intellettuale dell’epoca, associando ad un’intensa vita culturale una brillante carriera quale funzionario del Governo del Lombardo-Veneto.

Dalla “Tabella di qualificazione”, documento autografato, che oggi definiremmo curriculum vitae, inviato dal Calvi il 7 ottobre del 1834 all’Intendenza di Finanza del Lombardo Veneto, al fine di ottenere un trasferimento da Mantova a Bergamo, si rilevano le notizie più salienti della sua vita. Era nato a Piazza, il 13 ottobre 1801, figlio del fu ing. Natale e di Savina Camozzi. Conoscitore di latino, tedesco e francese, dopo aver eseguito regolare corso degli studi ginnasiali, filosofici e politico-legali, comprovati dal diploma di laurea ottenuta il 17 agosto 1826 nell’I.R. Università di Pavia, entrò a far parte dell’ I.R. Direzione Demaniale a Milano, quindi a Morbegno, poi a Mantova, Bergamo e da ultimo a Cremona, dove nel 1839 venne posto in quiescenza per motivi di salute e dopo oltre un anno giunse per lui il pensionamento. Il 27 dicembre 1829 sposò Domenica Mariani nobile Malacrida di Morbegno; e da un decreto del Tribunale Provinciale di Bergamo del 27 novembre 1848 si apprende che al momento della sua morte gli succedettero i figli: Eugenia, Corina, Maddalena, Paolo e Ida, tutti in minore età, affidati alla tutela di don Marco Calvi, fratello di Girolamo, a quel tempo parroco di Gazzaniga,. Girolamo fu grande amico del musicista Simone Mayr (maestro di Gaetano Donizetti), il quale spesso si avvaleva dei suoi consigli e dei suoi giudizi. Il legame fra i
due, porterà il Calvi a scrivere subito dopo la morte del musicista l’Elogio a Simone Mayr, letto in occasione della solenne commemorazione tenuta all’Ateneo di Bergamo il 27 agosto 1846. È in questo periodo che inizia per il Calvi un’intensa attività editoriale; nel marzo assunse l’incarico di capo redattore del nuovo“Giornale di Bergamo”; ma ciò che lo occuperà maggiormente sino al 1848, fu la stesura del Di Giovanni Simone Mayr, un approfondito studio sulla vita e le opere del musicista bavarese Scrisse commedie per il teatro, componimenti poetici e numerose opere musicali, in gran parte oggi conservate nel fondo “Lina e Rosa Calvi” presso la Biblioteca A. Maj di Bergamo.

Con lo pseudonimo di Bartolomeo Montanello, pubblicò inoltre, una forma stenografico-musicale di sua invenzione con il titolo “Saggio della stampa della musica colle lettere e segni comuni tipografici”. Si avvalsero naturalmente delle sue esperienze musicali anche in alta Valle, ne sono prova fra l’altro i suoi componimenti per le solennità religiose più importanti a Piazza ed in altri paesi, dove spesso era invitato a suonare gli organi delle chiese. Fra i documenti recentemente rinvenuti anche la corrispondenza con Adeodato Bossi, incaricato dalla fabbriceria di di eseguire l’organo per la chiesa parrocchiale. Un primo progetto, che porta la data 12 febbraio 1840 è stilato su carta intestata: Pellegrino, Girolamo e Adeodato quondam Carlo Fabbricatori d’organi e Fratello prete Giuseppe – Abitanti nella regia Città di Bergamo nella contrada di Borgo Canale al civico n. 20.

Vi si descrive nei particolari le caratteristiche dello strumento: otto piedi armonici con 50 tasti, cioè di ottava corta ne bassi e condotto al fa acuto, composto di seguenti registri: 1° principale bassi di stagno con le prime otto di legno …………

Avrà quest’organo n. tre mantici capaci per tutto l’organo stuccati, impellati e con valvole alla moderna. La facciata con 31 canne … tutte egualmente di uno stagno finissimo lavorate, lisciate ed imbornite alla moderna. L’organo sarà garantito per tre anni decorribili dal collaudo, il quale dovrà essere fatto mentre il Fabbricatore si troverà ancora sul luogo, cioè subito terminato l’organo per cui il Fabbricatore avviserà di otto giorni prima la Fabbriceria. Le spese cibarie e di alloggio nel tempo della collocazione dell’organo saranno a carico del Fabbricatore.

In calce sono riportate alcune indicazioni di Girolamo Calvi con la data 2 giugno 1844 Del suo coinvolgimento nella commessa per la costruzione dell’organo di Piazzolo ne è prova un altro documento, “Modula del progetto del organo di Piazzolo pel Signor Maestro Girolamo Calvi “. Esso porta la data 18 giugno 1844; ed oltre a maggiori particolari sulla costruzione, finiture e consegna, comprende anche uno schizzo della cassa con le relative misure e vi si quantifica il nuovo costo in 4000 lire austriache. Il giudizio del Calvi pare altresì determinante in una frase riportata prima della firma di Adeodato Bossi. La costruzione dell’organo avvenne nel 1845.

Girolamo Calvi fu inoltre un fervente patriota, manifestò il suo interessamento ai moti rivoluzionari di Milano avvenuti nel 1848, pubblicò infatti un resoconto particolareggiato sui “Fatti bergamaschi nella rivoluzione lombarda del marzo 1848” Bortolo Belotti nella sua “Storia di Bergamo e dei Bergamaschi” lo definisce “uno dei più nobili patrioti, distinto letterato e musicista che si è dato anima e corpo alle più ardenti speranze morto coll’animo angosciato dalle sventure nazionali”. Nel Liber Mortuorum dell’anno 1848, l’arciprete di San Martino Pietro Longhi (1845-1851), annotava che il 26 settembre di quell’anno alle due pomeridiane nella casa di sua abitazione cessava di vivere a causa di gastroenterite e veniva tumulato il 28 successivo nel cimitero comunale.

Roberto Boffelli, tratto dai Quaderni Brembani 9 del Centro Storico Culturale Valle Brembana