Brembilla – Una perdita di gasolio nel torrente ha messo in moto la macchina della Protezione civile del paese e l’amministrazione comunale, che si sono subito attivate per individuare il problema e arginare i danni. È successo nella tarda mattinata di ieri, quando il consigliere comunale Nunzio Capelli si è accorto, all’altezza della ditta , di una chiazza continua di gasolio nelle acque del torrente , affluente del Brembo. Immediatamente Capelli ha chiamato in municipio, chiedendo dell’ufficio tecnico che, nel frattempo, aveva ricevuto un’analoga segnalazione da un privato cittadino.

Il tecnico comunale e alcuni operai si sono quindi impegnati in un controllo delle acque del torrente, risalendo a monte alla ricerca del punto di immissione del gasolio, individuato in un vecchio sfioratore (usato per far fuoriuscire il liquido in eccedenza) delle fognature provenienti dalla località Capodato. È stata allora avvisata Uniacque, competente sul servizio idrico di Brembilla (da qualche mese, peraltro, le fogne confluiscono nel nuovissimo depuratore di Zogno). Il gasolio che usciva dallo sfioratore, quindi, è stato convogliato direttamente nelle fogne. Il consigliere comunale Capelli, che è anche responsabile della Protezione civile del paese, ha poi richiesto l’intervento di mezzi privati e incaricato una ditta di pompare l’acqua del torrente inquinata dal gasolio in un’autobotte, in modo da poter essere trattata come rifiuto.

Contemporaneamente sono state sistemate, nei pressi dello sfioratore e cento metri più a valle, all’altezza del piazzale Toti, alcune dighe composte da galleggianti in grado di assorbire l’olio che dovesse esserci ancora in acqua o dovesse fuoriuscire. Anche l’Arpa di Bergamo è stata informata e ha provveduto a prelevare dei campioni di acqua per analizzarla e definire il tipo di inquinante. Anche i vigili del fuoco hanno ricevuto la segnalazione e sono stati allertati per la possibile realizzazione di un’altra diga assorbente. Infine una comunicazione è stata fatta anche ai carabinieri di Zogno, i quali dovranno accertare, con l’aiuto del tecnico comunale, la responsabilità della perdita. Nel frattempo sono partiti i controlli sulle circa 20 famiglie che risiedono nella zona. «Abbiamo cercato per tutto il giorno la perdita – dice Capelli – senza però individuarla. Seppure la frazione sia servita dal metano, è probabile che il gasolio provenga da qualche vecchia cisterna».

L’Eco di Bergamo

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