Il lungo viale che a sale dalla frazione Gardata, attraversa la località Cagnoli e giunge nel centro del paese, è da sempre il luogo privilegiato per le passeggiate di famiglie e turisti. Fuori dal traffico e immerso nel verde, consente di ammirare la natura e di camminare con tranquillità, anche con i più piccoli. Quest’estate chi ha percorso quella strada si è imbattuto in una piacevole sorpresa: per volontà di Enrichetta Pirletti, che abita alla Gardata, e grazie al lavoro del figlio Franco Pedretti, è stata sistemata una nicchia posta sul muro esterno di una stalla. A provvedere all’abbellimento artistico del muro ci ha pensato il pittore di Branzi Vico Dadda che ha realizzato, su una grande lastra d’ardesia, un dipinto raffigurante Papa , accostando a quel volto anche le immagini dei luoghi che hanno scandito le tappe della sua vita.

In una sequenza di piccoli dipinti, Dadda ha rappresentato Sotto il Monte, città natale di Angelo Roncalli, e Città Alta con il Seminario, dove ha compiuto gli studi. Si passa poi alle città straniere come Sofia, dove è stato visitatore apostolico, desideroso di dialogo con la , poi Istanbul in Turchia, dove fu delegato apostolico, e Parigi, dove fu inviato come nunzio apostolico. Le «inquadrature» tornano poi all’Italia con Venezia che lo vide Patriarca e infine Roma dove varcò il soglio pontificio. Nella parte più alta del dipinto il pittore ha riprodotto lo stemma pontificio e il volto di Maria che si china amorevole su Papa Giovanni.

Vico Dadda ancora una volta ha prestato il suo talento di pittore per abbellire i luoghi della . Capita spesso di trovare le sue opere nelle sedi delle associazioni, nei locali pubblici o in qualche angolo caratteristico della . Dipinge instancabilmente nella sua mansarda, realizzando ritratti e paesaggi della sua terra, sperimentando tecniche diverse e cercando di esprimere la poesia che ha nel cuore. In casa conserva i ricordi dei numerosi riconoscimenti ricevuti in tutto il mondo, anche oltreoceano, ma, nonostante gli ambìti premi, il suo sentimento più profondo è quello semplice che nutre per la sua valle e per la sua gente.

– L’Eco di

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