Variante-Zogno--12Zogno – Sono le 11,20 quando dalla seconda galleria della variante di Zogno, si sente esplodere – annunciata dalla sirene – la carica di dinamite. Il boato è fortissimo, nonostante lo scoppio sia a 800 metri, ed è avvertito anche a distanza di chilometri. I minatori sardi, artefici dello scavo delle gallerie, sanno che quel rumore può persino fare male e si tappano le orecchie. Dall’imbocco del tunnel esce polvere e, poco dopo, scatta l’applauso, tra operai, amministratori, dirigenti e politici. Anche la seconda e ultima galleria della nuova variante di Zogno è completamente scavata. Ieri mattina l’ultimo diaframma è stato abbattuto. «Questa è la risposta ai malpensanti che dubitavano ancora sulla possibilità di concludere la variante – dice a caldo il presidente della Provincia Ettore Pirovano –. Ora le galleriesono qui da vedere e la Valle Brembana può stare al sicuro». 

Il boato e la cerimonia La cerimonia si svolge all’imbocco nord della seconda galleria, quella che passa sotto il Monte di Zogno e sbuca poco prima di Ambria. Da qui parte poi la strada, per ora ancora sterrata, che arriverà allo svincolo nord, nei pressi del paramassi al confine con San Pellegrino. Ci sono, oltre alle maestranze e a Pirovano, l’assessore alla Viabilità della Provincia Giuliano Capetti, il dirigente del settore Renato Stilliti, l’assessore regionale al l’Ambiente Claudia Terzi, gli amministratori di Zogno guidati dal sindaco Giuliano Ghisalberti, altri sindaci della valle, carabinieri, vigili del fuoco e media. La galleria è la più lunga: misura 2.200 metri (si è andati avanti a circa sei metri al giorno) ed è già in parte rivestita
anche internamente.

Dopo la prima, a sud, inaugurata con il presidente Roberto Maronia giugno e lunga 654 metri, questa è (quasi) l’ultima.Il prossimo anno, infatti, proprio staccandosi dal tunnel sotto il Monte di Zogno, saranno realizzate altre tre mini gallerie (con cariche di dinamite dalla potenza molto inferiore) che serviranno da eventuali vie di fuga: due sbucheranno nei boschi, una terza vicino a una alstrada. Sono prescritte dalla legge poiché la galleria è lunga. Ma ora è tempo di festa e di «rompete le righe», anche tra gli operai dell’Itinera di Tortona e della Cogesud di Matera, impegnati negli scavi. Confermati i finanziamenti I lavori con la sistemazione del cantiere proseguiranno fino a venerdì,poi la chiusura fino a alla conclusione delle vacanze natalizie. Dal 2014 la ripresa dei lavori: mancheranno, oltre ai tre mini tunnel di fuga, anche strade, pavimentazioni, impianti ed entrambi gli svincoli, a nord e sud.

Ma i tempi, finora, a parte qualche piccolo ritardo dovuto alle rocce, sono stati rispettati. E l’obiettivo resta ancora l’apertura per l’inizio del 2015. «Le difficoltà maggiori potevano sorgere proprio nello scavo delle due gallerie – dice il sindaco di Zogno Ghisalberti –. Ora questa fase è superata grazie alla bravura dell’impresa e dei suoi operai. Un plauso per la capacità dimostrata». Attesa da decenni la variante in galleria di Zogno sarà complessivamente lunga quattro chilometri e mezzo: partirà a sud dalle grotte delle Meraviglie con una galleria di 654 metri, quindi un tratto all’aperto di 350 metri, la seconda galleria di 2.200 metri e l’ultimo tratto all’aperto di 1.060 metri. Il costo complessivo dell’opera è di 44 milioni di euro, con finanziamento
recentemente confermato da Provincia e Regione.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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