- Era accusato di furto, abuso d’ufficio e alterazione dello stato dei luoghi per aver fatto rimuovere pietrisco e terriccio dall’alveo del torrente Valcava. Ieri Gianfranco Lazzarini, ex sindaco (ora è vice) di , difeso dall’avvocato Andrea Pezzotta, è stato prosciolto. Con lui è andato assolto anche il titolare dell’impresa che aveva eseguito i lavori, il geometra Renato Magnati, ex primo cittadino di Mezzoldo, assistito dall’avvocato Roberto Bruni. È stato lo stesso pm Carmen Pugliese, ieri al termine della requisitoria, a invocare l’assoluzione per entrambi gli imputati.

difesa contro le alluvioni
La rimozione del materiale era avvenuta nel giugno del 2003 nel punto in cui il torrente Valcava va a confluire nel fiume Brembo. Un’operazione sicurezza, secondo le difese, ideata per scongiurare eventuali esondazioni in una zona ad alto rischio idrogeologico. L’accusa, invece, sosteneva inizialmente che il prelievo del materiale (tra cui, secondo la Procura, ghiaia che è un componente molto richiesto in edilizia) fosse stato architettato al solo scopo di procurarsi illeciti guadagni. Così era stata aperta un’inchiesta in cui erano stati iscritti come indagati Lazzarini e Magnati. Il primo con l’accusa di abuso d’ufficio (per via dell’ordinanza d’urgenza con cui aveva commissionato i lavori), furto (il materiale, circa mille metri cubi, appartiene al demanio) e alterazione dello stato dei luoghi; il secondo per concorso nel furto e nell’alterazione dei luoghi.

la buonafede dell’ex sindaco
Lazzarini durante il processo s’era difeso dicendo di aver agito in buonafede. Ho emesso l’ordinanza per evitare una situazione di pericolo idrogeologico, aveva spiegato. Era un atto dovuto. Il torrente Valcava trasporta a valle parecchio materiale. A monte ci sono le cave di marmo, anni fa i cavatori scaricavano nel torrente molto materiale di scarto. Il Valcava nel tratto iniziale è ripido e potente, riesce a trascinare a valle massi del diametro di due metri. Poi, vicino alla confluenza col Brembo, il corso si appiattisce e il materiale si deposita formando una specie di tappo, pericoloso perché è in prossimità del ponte sull’ex statale della Valle Brembana. Ho incaricato la ditta Magnati perché quella a cui avevo telefonato prima mi aveva detto che non aveva tempo di fare i lavori.

capo della protezione civile
Lazzarini aveva raccontato di aver emesso l’ordinanza dopo i ripetuti allarmi maltempo lanciati dalla prefettura, senza avvertire prima l’ex Genio civile… perché avevo fatto la stessa cosa nel 2001 e quella volta nessuno mi aveva contestato nulla. Poi perché la legge dice che il sindaco è capo della Protezione civile sul suo territorio e ha poteri per prevenire i rischi idrogeologici.

L’Eco di Bergamo