La Russula è un genere di basidiomiceti leucosporei, terricoli, simbionti, micorrizici con arbusti e piante di alto fusto, sia latifoglie che conifere, fungo molto presente in tutta la Valle Brembana. Gran parte di questi funghi sono commestibili, molte non commestibili ed alcune velenose. I corpo fruttiferi (carpofori) hanno taglia da piccola a medio-grande (possono misurare fino a 20 cm di altezza) e canosità variabile. In realtà il mondo delle Russule è tra i più complicati esistenti, pensa che sono circa 1000 le specie accertate, si tratta di un Genere che presenta condizioni, direi elementari, in relazione all’accertamento della commestibilità.

Caratteristiche morfologiche
Cappello: 6-11 cm, sodo, prima arrotondato, poi convesso e infine aperto, con centro appianato o depresso, colore variabile, tipicamente carnicino più scuro al centro, ma anche nocciola, lilla-olivaceo, a volte tutto bianco da giovane, cuticola separabile per metà.
Lamelle: fitte, spesso biforcate, biancastre poi crema, leggermente decorrenti.
Gambo: 3-10 x 1,5-3 cm, pieno poi spongioso, sodo, cilindrico o attenuato alla base, bianco tendente a macchiarsi di bruno o a ingiallire.

Carne: bianco che tende a macchiarsi di bruno, giallo sporco o mattone alla base del gambo, odore gradevole, sapore dolce di nocciole.
Spore: bianche.

Svariate le specie di rilevante interesse gastronomico (es. R. virescens), molte quelle eduli, altrettante quelle di poco pregio oppure non commestibili, alcune specie sono tossiche (es. R. emetica). Interessante il caso della Russula olivacea (edule con cautela) in quanto tossica da cruda oppure poco cotta: quest’ultima ha provocato avvelenamenti in alcuni casi anche piuttosto seri, per cui si consiglia prudenza, anche perché confondibile con specie congeneri che le somigliano per forma e livrea.

Funghi in Valle Brembana, LA RUSSULA

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