Funghi in Valle Brembana
-La Valle Brembana Articolo letto da 2,585 Utenti - Pubblicato il 12 Luglio 2007Caldo e umidità fanno spuntare i funghi
Se c’è l’amanita fungaria allora nei boschi ci sono anche i porcini
È ripartita la stagione dei funghi in Valle Brembana. Complici il caldo umido e una rinnovata umidità del sottosuolo ripristinata dalle abbondanti piogge delle ultime settimane. I più attenti fungaioli sono stati avvisati dell’arrivo di funghi eduli, dell’amanita muscaria, un fungo tossico, parente stretto della mortale amanita falloide. Quando fa capolino dal sottobosco questo fungo, significa che i porcini, i funghi per eccellenza, sono già nel bosco. Non a caso l’amanita muscaria è definita la spia di boleti.
Questi ultimi sono già arrivati tutti insieme: l’aureus, l’edulis, il reticolatus, il pinicola e il baio, per la maggior parte dei fungaioli i frér. C’è chi li ha già raccolti sui versanti solivi tra i 1200 e i 1800 metri di quota, fin dove arriva la vegetazione arborea, 3 chilogrammi a testa, nessuna borsa di plastica, solo cestini aerati, solo di giorno, valgono le solite regole.

Ma ci sono anche novità , i Comuni di Branzi, Carona, Foppolo, Isola di Fondra, Moio de’ Calvi, Roncobello e Valleve si sono associati al fine di regolamentare la raccolta di funghi sul loro territorio di competenza. Nuovo comprensorio micologico, nuovo regolamento, nuovi tesserini, in alternativa al comprensorio della Valtorta che da tempo ha un suo regolamento e un suo tesserino per la raccolta dei funghi epigei. 8 euro il giornaliero, 90 euro lo stagionale dal 1° giugno al 30 novembre, sono esentati solo gli ultrasettantacinquenni e i minori di 10 anni accompagnati, ticket disponibili presso le sedi comunali e posti convenzionati da definire.
C’è già chi grida al balzello, le associazioni micologiche trovano cari i prezzi dei permessi, che di fatto fanno pagare la speranza di trovare i funghi non i prelibati miceli. Tutto in ordine con la legge regionale che lo prevede, ribadiscono dai Comuni, e poi occorre regolare l’afflusso di fungaioli nei boschi. Tempo addietro il ministro Zanardelli riuscì, con un decreto, a concedere ai Comuni la regolamentazione e la possibilità di esigere un’imposta addirittura sugli archetti, con l’intento di rimpinguare il magro erario dei Comuni di montagna.
L’Eco di Bergamo del 12/07/2007
ARTICOLI CORRELATI: