Frane sulla pista ciclabile, stop ai ciclisti
-La Valle Brembana Articolo letto da 133 Utenti - Pubblicato il 16 Giugno 2008
SAN GIOVANNI BIANCO - È chiusa da venerdì sera, a causa di una frana e del pericolo di ulteriore caduta massi, la pista ciclabile della Valle Brembana, nel tratto tra San Giovanni Bianco e Camerata Cornello. Settimana prossima i tecnici della Provincia dovrebbero effettuare un sopralluogo e quindi provvedere alla bonifica del versante roccioso da cui si è staccato il materiale. I sassi, per poco meno di un metro cubo di quantità , ma comunque potenzialmente pericolosi, sono caduti nel pomeriggio di venerdì, a causa delle piogge – spiega il sindaco di San Giovanni Bianco, Gerardo Pozzi (Lega Nord).
Il materiale è precipitato qualche centinaio di metri prima della galleria «Serrati 1», tunnel che s’incontra salendo da San Giovanni Bianco verso Camerata Cornello. La pista ciclabile è stata pulita, ma per precauzione abbiamo preferito chiudere la ciclovia, in attesa che, settimana prossima, la Provincia provveda alla bonifica del versante roccioso.
Altro materiale è successivamente franato in altri punti della pista ciclabile, tra San Giovanni Bianco e Camerata. Sassi, per esempio, sono caduti di nuovo anche tra le gallerie «Serrati 1» e «Serrati 2», poco a monte della vecchia strada provinciale che porta a Orbrembo, dove già lo scorso aprile era precipitato un masso ben più grosso. La ciclovia tra San Giovanni Bianco e Camerata, quindi, è transennata in più punti con l’indicazione del pericolo di caduta massi e della chiusura al transito. Ma non sempre lo stop è rispettato visto che anche ieri erano molti i ciclisti di passaggio lungo il percorso. «Il pericolo c’è – prosegue il sindaco Pozzi – e il divieto andrebbe rispettato. Purtroppo c’è qualcuno che passa ugualmente, e io stesso ho dovuto fermare alcuni ciclisti.
Il tratto tra San Giovanni Bianco e Camerata Cornello è sicuramente uno dei più a rischio della pista, per quanto riguarda la caduta massi. È, infatti, costeggiato da un versante roccioso molto alto, con materiale facilmente friabile, soprattutto in caso di forti piogge.
A fine mese – conclude Pozzi – dovremo incontrarci con gli altri Comuni sul cui territorio passa la pista ciclabile. La Provincia, infatti, non si occuperà più della gestione della ciclovia e dovremo trovare una formula, quale potrebbe essere la costituzione di un consorzio, per la manutenzione del tracciato.
L’Eco di Bergamo
ARTICOLI CORRELATI: