Una valanga di fondi per fermare le . Ma pure frane, esondazioni, sprofondamenti e calamità varie. Si occupa di porre un freno al rischio idrogeologico la delibera approvata ieri dalla Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Formigoni e di concerto con l’assessore a Territorio e urbanistica, Daniele Belotti. Delibera in cui, per la sola Bergamasca, si mettono sul piatto qualcosa come 10 milioni di euro. Finanziamenti che si traducono in opere, da attuare a cura della Regione o tramite i Comuni. Tanto per capirci, del pacchetto fanno parte 1,2 milioni per stoppare gli sprofondamenti causati dai «buchi» delle miniere di gesso a Santa Brigida, o 600 mila euro per installare impianti paravalanghe dove in passato di danni ce ne sono stati molti, come Trabuchello di Isola di Fondra.

Un passo indietro. Tecnicamente quello varato ieri è uno schema di Accordo di programma che vede la Regione e il ministero dell’Ambiente muoversi fianco a fianco (anche nell’erogazione di ) per pianificare interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Un programma complessivo di opere urgenti da 225 milioni di euro su tutto il territorio lombardo. «La Regione – spiega Formigoni – ha messo in atto un piano da 147 milioni di euro, la cui efficacia e tempestività è stata la carta vincente per questo accordo con il ministero, che stanzia 77 milioni aggiuntivi. Possiamo proseguire in questo modo, nonostante il momento di stretta per le finanze degli enti pubblici, una vasta e capillare azione di messa in del nostro territorio». Formigoni e Belotti, a breve, sigleranno l’intesa con il ministero: avverrà così il perfezionamento dei dettagli operativi degli interventi e i tempi di attuazione. «Successivamente – spiega l’assessore Belotti – organizzeremo incontri nelle Province, coinvolgendo gli Enti locali interessati e gli Ster, per la predisposizione dei protocolli d’intesa, così da poter iniziare subito con i lavori.

Gli ingenti fondi stanziati consentiranno ai nostri Comuni e alle nostre Province di intervenire per prevenire i dissesti idrogeologici e per mettere in sicurezza aree colpite da alluvioni, garantendo così maggior sicurezza a tutti i cittadini lombardi». Del finanziamento generale, quindi, 10 milioni serviranno a coprire opere su territorio orobico. Dove si lavorerà? I Comuni interessati sono una quarantina, citiamo gli interventi principali (l’elenco completo sul sito www.ecodibergamo.it.). A Santa Brigida, come detto, arriveranno i fondi necessari a mettere fine agli sprofondamenti del terreno. Poi ci sono i paravalanghe: 2,3 milioni fra Carona e Foppolo (Pizzo del Vescovo), 600 mila per opere di «difesa attiva» a Trabuchello di Isola di Fondra, dove due anni fa si verificarono slavine gravi. Interventi analoghi a Valleve e per la Valle Grande a Branzi mentre a Piazzatorre (zona Piazzo) sarà stabilizzata l’area di accumulo colata detriti della Val Gerù.

Fra l’Isola e la plaga degli Almenno un milione di euro servirà per creare vasche di laminazione e per ridurre il rischio di esondazione del torrente Lesina, mentre ad Alzano Lombardo si metterà in sicurezza una zona già colpita da dissesto: sulla per Monte di Nese una corsia era crollata e ora, con 400 mila euro, così come avverrà per la fra Dossena e Serina. A questi interventi si sommano le manutenzioni, che riguardano tutta la provincia. Per fare qualche esempio, 500 mila euro andranno a lavori per ridurre il rischio esondazione del torrente Morletta in aree che vanno da Bergamo a Dalmine, da Verdello ad Arcene. A Castione saranno poste reti fermaneve in difesa della Valle del Gler, a Monasterolo sono previsti interventi di «Ingegneria naturalistica» nella Valle Spirola.

Anna Gandolfi – L’Eco di Bergamo