Sgretolati 2.500 metri cubi di roccia sopra Oltre il Colle. Quattro anni fa due episodi analoghi. Il Comune vigila. OLTRE IL COLLE - Ancora un crollo di rocce sulle pendici del Monte Alben che sovrastano Oltre il Colle. Lo sgretolamento della parete rocciosa ha portato a valle una massa di detriti stimata tra i 2.000 e i 2.500 metri cubi: l’episodio franoso si sarebbe verificato nella notte tra martedì 29 e mercoledì 30 (anche se qualcuno lo collocherebbe nella notte precedente) arenandosi nei pressi di ciò che resta della stazione alta della seggiovia della Conca dell’Alben, in disuso da almeno un paio di decenni. Anche dal paese, complice la neve, si vede l’area franata.

I precedenti del 2004
Si tratta di una zona che già nel 2004 era stata interessata da un analogo evento, sviluppatosi allora in due momenti successivi. Anzi, mettendo a confronto le foto dei due fenomeni, è impressionante quanto la zona interessata coincida, a distanza di quattro anni. Un primo franamento era infatti avvenuto nel mese di maggio e ne erano state attribuite la cause a un fenomeno abbastanza normale in situazioni geologiche di questa tipologia.

La conformazione geologica dell’Alben, avevano osservato gli esperti dell’ex Genio civile saliti lassù per un sopralluogo, è tale da consentire infiltrazioni d’acqua che poi gela e al momento del disgelo «lavorano» e provocano il distacco di porzioni di parete o lo sgretolamento di torrioni numerosi in zona: nel maggio 2004 il materiale si arenò nel bosco in una zona disabitata. Un fenomeno del tutto naturale dunque, che si è ripetuto però in dimensioni ben più consistenti con scivolamento di grossi massi oltre che di ghiaia due mesi dopo, precisamente il 24 luglio 2004, in conseguenza alle forti piogge che si erano riversate in pochi giorni sulla montagna.

La frana in quel caso si avvicinò pericolosamente ad alcune villette del villaggio turistico lungo la strada che dal paese sale alla Conca dell’Alben. Anche in quel caso ci fu il sopralluogo tempestivo da parte del dirigente della Sede territoriale regionale (ex Genio civile) e dei suoi tecnici e con loro dei sindaci Valerio Carrara, di Oltre il Colle, e Michele Villarboito, di Serina. Questa porzione delle pendici Nord della montagna è infatti di pertinenza demaniale del Comune di Serina e di proprietà congiunta dei due Comuni. Dal sopralluogo derivò la determinazione di un intervento di somma urgenza che consisteva nella realizzazione di due vasconi della capacità di oltre 300 metri cubi ciascuno, alla base dei due canaloni nei quali si era riversata la frana, oltre a opere di drenaggio dei canaloni medesimi. I lavori iniziarono nei primi giorni del successivo mese di agosto e furono portati a termine prima dell’inizio dell’autunno.

Dell’ultima frana invece si è avuta più esatta visione nella giornata di venerdì, quando si è potuto constatare che la parete - staccatasi da quota 1.700 metri circa per fermarsi a quota 1.400 - sebbene di una certa entità, non sarebbe stata altrettanto pericolosa rispetto a quelle di quattro anni fa, sia perché molto più contenuta nel volume, sia perché si è fermata in quota, molto lontano peraltro anche dal villaggio turistico.

L’evento si può notare anche dal paese poiché ha lasciato una lunga scia di detriti scuri nella neve che è ancora in notevole quantità nel canalone che la frana ha percorso per lungo tratto. Si tratterebbe dunque di una fenomenologia assolutamente normale su montagne della tipologia del Monte Alben, che probabilmente si è ripetuta più volte nel passato, ma che nessuno mai aveva documentato in atti ufficiali, come testimoniano i ghiaioni e i massi che stanno a margine della fitta abetaia nelle parti basse delle pendici del massiccio. Facile anzi che questi fenomeni possano ripetersi in futuro, specie in presenza di sbalzi sensibili del clima.

Il Comune di Oltre il Colle resta vigile
La situazione resta comunque «sorvegliata speciale» dell’Amministrazione comunale. Non appena siamo stati messi a conoscenza del fenomeno - ha affermato il vicesindaco Manuel Manenti - abbiamo verificato e constatato l’insussistenza di pericolo di alcun genere per il nostro Comune. La situazione sarà comunque tenuta costantemente sotto osservazione dai tecnici dell’Amministrazione comunale.

Sergio Tiraboschi - L’Eco di Bergamo