, De Benedetti e De Eccher ritardano le offerte. Il Comune: imprenditori locali sono pronti a partecipare. Bando riaperto. Il Comune di Foppolo, stanco di attendere i grandi imprenditori, ha deciso di riaprire la gara per lo sviluppo del piazzale Alberghi, un progetto da cento milioni di euro che prevede la costruzione di un villaggio alpino con 200 appartamenti, con mille letti e 1.200 posti auto sotterranei. E potrebbe scendere in campo una cordata di imprenditori locali.

Alla prima selezione del maggio scorso (la cosiddetta «manifestazione di interesse») si erano presentati quattro grandi costruttori: Percassi, De Benedetti (tramite la finanziaria Jupiter), Rizzani De Eccher di Udine e Petrecca di Milano. Poi erano rimasti in tre, con l’esclusione, per mancanza dei requisiti, di Petrecca. La scadenza per l’offerta economica vera e propria era il 15 luglio, rinviata al 23 luglio e poi al 6 agosto scorso. Ma tutte e tre le date sono andate deserte. Nessuno dei tre potenziali pretendenti all’operazione si è ripresentato, chiedendo sempre una proroga del termine.

A questo punto il Comune ha deciso di riaprire la gara. E senza porre limiti di capitale sociale, nel primo bando fissato invece a un minimo di 15 milioni di euro: la «manifestazione di interesse» va presentata entro il 3 settembre a mezzogiorno e prevede l’acquisto del 76,5% delle quote della « risorse», società costituita dal solo Comune e proprietaria dei terreni e del progetto di sviluppo del piazzale Alberghi. Il vero e proprio bando con la presentazione delle offerte economiche sarà il 17 settembre.

L’operazione, per investimenti complessivi di circa cento milioni di euro, consiste nella radicale trasformazione del piazzale Alberghi: sono previsti hotel per un totale di mille posti letto, 200 nuovi appartamenti che costituiranno un villaggio alpino con negozi, bar, uffici e ristoranti, e 1.200 posti auto su tre piani. La società vincitrice, quindi, dovrà stendere il progetto esecutivo dell’intervento partendo da un preliminare già pronto. Poi ci vorranno due o tre anni per concretizzare l’opera.

«Il bando era stato calibrato per gruppi imprenditoriali di alto livello – spiega il sindaco Beppe Berera – ma, dopo il primo interesse all’operazione, di fatto la gara è andata formalmente deserta. Proprio per venire incontro ai grandi gruppi, la data di scadenza per le offerte è stata continuamente rinviata, ma finora nulla si è concretizzato. Quindi si è deciso di spostare ulteriormente a settembre la gara, aprendo però di nuovo il bando. È stato tolto il limite di capitale sociale di 15 milioni di euro, ma il potenziale acquirente del progetto dovrà accollarsi un iniziale debito bancario di circa 13 milioni di euro, quindi dovrà essere gradito all’istituto di credito. Una volta ricevute le manifestazioni di interesse si andrà alla gara per le offerte economiche, il 17 settembre. Se non sarà uno dei grandi gruppi a presentarsi pare ci sia comunque una cordata di imprenditori locali pronta. Le caratteristiche del progetto ormai si conoscono e vogliamo stringere i tempi».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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