La London Group: le devono restituire, lo dice il Tar Il sindaco Berera: ma noi possiamo farle funzionare. «Le seggiovie di Foppolo e San Simone sono di nostra proprietà e i Comuni devono restituircele. Così ha sentenziato il Tribunale amministrativo di Brescia». La «London Group» non ci sta a uscire perdente dalla battaglia sulle seggiovie brembane. E, nonostante l’imminente fallimento della controllata «Foppolo evolution» (a meno di una ricapitalizzazione), attacca i Comuni, colpevoli di non rispettare quanto deciso dal Tar.

«Non siamo stati risarciti dei danni»
«Innanzitutto – spiega Rocco Todeschini, collaboratore della London Group, la società inizialmente facente capo a Gianfranco Quarti, che ora non ricopre più il ruolo di amministratore unico – è indecoroso che un Comune consideri positivo il fallimento di chi ha garantito lo sviluppo del paese. Quindi, vorremmo ricordare ai Comuni che, a oggi, non hanno ancora rispettato due sentenze. Nel luglio scorso il tribunale aveva dichiarato illegittima la requisizione degli impianti operata, nel maggio 2006, dai Comuni di Foppolo e Valleve nei nostri confronti. A quel punto, il tribunale aveva dato 120 giorni ai Comuni per restituire gli impianti di risalita e risarcire la nostra società dei mancati introiti che sarebbero derivati dall’affitto delle seggiovie da maggio a novembre 2006. I termini sono scaduti lo scorso 11 novembre, ma i Comuni non ci hanno nemmeno chiamati».

Restituzione impianti entro il 18 dicembre
«Così abbiamo presentato un esposto in tribunale – prosegue Todeschini – chiedendo l’applicazione della sentenza; e lunedì scorso, ai Comuni, è stata notificata la diffida: entro 30 giorni, quindi il 18 dicembre, dovranno risarcirci e restituire gli impianti. Se questo non succederà verrà nominato un commissario che si sostituirà ai Comuni per il risarcimento e la restituzione delle seggiovie». «Sempre ad agosto di quest’anno – prosegue Todeschini – il Tar aveva dichiarato illegittima l’acquisizione forzata degli impianti operata dai Comuni nel novembre 2006: solo la revoca delle concessioni d’uso era valida. I Comuni non hanno diritto di utilizzare gli impianti e questo lo dice il tribunale, non noi. Inoltre – conclude Todeschini – il fallimento non è così certo: potremmo sempre ricapitalizzare la società rimborsando i creditori. Ricordo poi che noi, per quanto ci era possibile, stavamo comunque lavorando per lo sviluppo della stazione: a San Simone era ormai concluso il recupero di una baita a uso alloggio turistico, ma un incendio doloso, lo scorso mese, ce l’ha distrutta».

Risponde il sindaco di Foppolo Giuseppe Berera: «Il nostro atteggiamento non è per niente indecoroso. Se la società di Quarti avesse proseguito nella realizzazione dei nuovi impianti, saremmo stati contenti. Invece abbiamo dovuto sostituirci al privato, progettare e realizzare le nuove seggiovie. Per quanto riguarda l’utilizzo da parte nostra degli impianti, il Tar ha detto che la “Foppolo evolution” è proprietaria delle seggiovie, ma non avendone la concessione non può farle funzionare. Non ha detto, invece, il contrario, ovvero che noi non possiamo utilizzarle». «Sempre il Tar – proseguono dall’ufficio legale del Comune di Foppolo – ha indicato nella cessione concordata la modalità che le Amministrazioni comunali dovranno seguire per acquisire gli impianti».

Acquisizione, non c’è accordo sulle cifre
Ma, finora, non c’è stato accordo sulla cifre: per gli impianti della IV Baita e del Montebello, infatti, Foppolo aveva proposto 850 mila euro contro il milione e 600 mila euro richiesto da Quarti. Cosa accadrà, quindi, arrivati al 18 dicembre, termine per la restituzione degli impianti alla «Foppolo evolution»? Se, a quella data, la società sarà dichiarata fallita, le seggiovie verranno consegnate al liquidatore fallimentare. E in attesa dell’asta gli impianti dovrebbero essere affittati. Stasera, alle 18.30, intanto, si riunisce il Consiglio comunale di Foppolo: all’ordine del giorno l’aumento di capitale della «Brembosuperski», la società dei Comuni, e l’approvazione della concessione della nuova seggiovia Carisole-Valgussera.

Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo