SEDRINA – L’edificio della scuola dell’infanzia di via Roma, di proprietà della Fondazione San Giacomo Maggiore Apostolo, verrà acquistato dal Comune di per un importo di 1 milione e 47 mila euro. L’accordo di programma per la cessione dell’immobile è stato al centro dell’ultimo Consiglio comunale: il passaggio di proprietà dovrebbe avvenire entro due anni. L’acquisto dell’immobile consentirà di «aiutare» la Fondazione, che da tre anni è titolare nel Comune di dei servizi di asilo nido, scuola dell’infanzia, servizio mensa e «Non solo compiti».

Oltre ai continui tagli dei trasferimenti diretti da Regione e , la Fondazione ha infatti dovuto far fronte a pesanti costi di gestione in aggiunta a spese impreviste, che hanno portato lo scorso anno all’accensione di un mutuo ipotecario di 300 mila euro. «Le rette dei servizi erogati dalla Fondazione – ha spiegato il sindaco Agostino Lenisa – riescono a coprire solamente il 35% dei costi di gestione. Spetta quindi all’amministrazione comunale coprire buona parte dei costi sostenuti dalla Fondazione, ricorrendo a un ulteriore indebitamento, con i relativi oneri finanziari. Una situazione insostenibile che ci ha costretto a una rivisitazione di tutta la struttura».

Una rivisitazione che è partita dal personale impiegato. La ventina di dipendenti della Fondazione ha ricevuto infatti una lettera di licenziamento con decorrenza 31 dicembre 2010. «Verrà costituita – ha precisato il sindaco – una “cooperativa della comunità” in cui verranno inserite 12 persone, mentre il servizio mensa è già stato affidato da quest’anno ad una società di catering esterna. A queste novità si aggiunge poi l’acquisto dell’immobile da parte del Comune che dovrebbe togliere alla Fondazione l’ulteriore incombenza della sua gestione e i relativi oneri ordinari e straordinari».

Secondo una perizia il valore dell’intero immobile della scuola dell’infanzia e del relativo terreno di pertinenza è stato determinato in circa un milione e 47 mila euro. «Dal prezzo di cessione concordato – ha continuato Lenisa – dovranno essere decurtati i valori dei debiti residui della fondazione presenti alla data di cessione dell’immobile che si aggirano attorno ai 350 mila euro, oltre al valore del diritto di superficie delle aree esterne già riconosciute alla fondazione, per un importo di 100 mila euro (per la nuova costruzione del “Giardino d’inverno”, ndr)».

«Siamo coscienti – ha continuato il primo cittadino – della grave situazione economica del momento per tutte le famiglie di Sedrina e non vogliamo assolutamente pesare ulteriormente sui bilanci della famiglie. La riorganizzazione della Fondazione, così come l’acquisto dell’immobile, è l’ennesima dimostrazione di quanto la mia amministrazione tenga più alla propria infanzia e al mantenimento dei servizi per i propri cittadini che alla realizzazione di opere urbanistiche non essenziali».

Al momento della votazione dell’accordo di programma, il gruppo di minoranza della Lega ha chiesto una verifica del numero legale dei presenti. «Per tre membri del Consiglio Comunale (ovvero Ilario Carminati, anche presidente della Fondazione, Lauretta Fustinoni vicepresidente e Giampiero Vitali consigliere, ndr) – ha detto il consigliere della Lega Silvano Sonzogni – a nostro parere vige l’obbligo dell’astensione obbligatoria con l’allontanamento dall’aula nel momento in cui si delibera su Enti o Società da loro stesso amministrati». Il segretario comunale ha risposto che «l’incompatibilità prevista dallo Statuto in questo caso non è pertinente» e i due consiglieri di minoranza leghisti hanno quindi abbandonato l’aula per protesta.

«Siamo contrari a questa operazione immobiliare – ha spiegato Sonzogni – in quanto la riteniamo un malcelato tentativo di mettere una pezza per coprire il debito che il Comune ha accumulato in questi anni di gestione effettuata al di sopra delle sue possibilità economiche. I servizi erogati dalla Fondazione saranno pure da considerare di ottimo livello, ma spiace constatare come la politica adottata dalla Fondazione stia portando il Comune sull’orlo della bancarotta». «Di fatto – ha continuato Sonzogni – si va ad addossare all’intera popolazione il risultato in perdita di una gestione sbagliata portata avanti ormai da una decina d’anni. I sedrinesi pagheranno lo scotto della “fantasiosa” gestione della Fondazione con una perdita di capacità di investimento del loro Comune che, in parole povere, significa avere minori investimenti per opere pubbliche per i prossimi anni».

Gabriella Pellegrini – L’Eco di Bergamo