San Giovanni Bianco: migliaia per i fuochi e la processione. Il vescovo Foresti invita a scoprire il vero significato della festa. «Signore, fa che attraverso la devozione alla andiamo al fondo della verità». È un richiamo a non rimanere alla superficialità della festa e un invito a scoprirne il significato profondo quello che ieri l’arcivescovo emerito di Brescia Bruno Foresti ha rivolto ai fedeli di e della , durante la Messa solenne in onore della reliquia della Corona di Cristo. Monsignor Foresti, ricordando il brano del Vangelo di Matteo sull’incoronazione di Spine e la flagellazione, ha sottolineato come «un Padre che fa soffrire un figlio può sembrare un paradosso.

Ma qui ci troviamo di fronte a un Dio che fa soffrire il figlio affinché trovi nel dolore la sua gloria, perché diventi strumento di salvezza dell’uomo». «Pensiamo allora a uno dei nostri padri di famiglia – ha continuato monsignor Foresti – che sprona il figlio a studiare, a impegnarsi, ai sacrifici: lo fa perché ama suo figlio, non la sua sofferenza. Così deve essere un vero padre nelle nostre famiglie ed è questa la logica in cui dobbiamo entrare. Il Signore ha voluto insegnarci che la sofferenza è importante se vissuta bene e accolta da Dio».

Poi le riflessioni sul significato della morte. «Per la cultura laicista la morte è solo un fatto biologico e così si giustifica l’eutanasia – ha detto monsignor Foresti – mentre Gesù è colui che ha dato un senso alla morte. Per i cristiani la morte significa entrare nella mani di Dio. E allora il messaggio della Sacra Spina deve essere quello della Redenzione ». Infine l’invito alle famiglie a non rassegnarsi nei momenti di crisi e difficoltà: «C’è sempre la speranza in Dio, che sa rovesciare i momenti della storia, anche quella cosmica».

Una Messa solenne affollata quella di ieri mattina; presenti, tra i politici e gli amministratori locali, anche il presidente della Provincia Ettore Pirovano e il presidente della Valle Brembana Alberto Mazzoleni. La celebrazione è stata seguita, nel pomeriggio, dalla processione con la reliquia, con decine di crocifissi devozionali e il grande Crocifisso in legno, alto quattro metri, portato come ogni anno dai trentatreenni del paese, mentre alle coetanee è stato affidato il compito di portare alcuni segni della Passione di Cristo (dai chiodi alla corona). La processione, alla quale ha preso parte almeno un migliaio di persone, si è snodata per circa un chilometro lungo i ponti del paese: con i fedeli anche le confraternite, provenienti da tutta la provincia e le di San Giovanni Bianco e Zogno.

Sabato scorso, invece, si è svolta la grande festa di luci e botti, preparata dal Gruppo di volontari «Sacra Spina», festa che, come di consueto, ha attirato in paese migliaia di persone. Lo spettacolo pirotecnico, particolarmente apprezzato, ha tenuto il pubblico con gli occhi rivolti al cielo illuminato a giorno per circa venti minuti, tra luci e botti assordanti, mentre lumini e falò accesi sul e sui colli della frazioni hanno reso come sempre lo scenario particolarmente suggestivo.

L’Eco di

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