San Pellegrino Terme – È stata un’assemblea «molto partecipata», in cui è emersa tutta la preoccupazione dei lavoratori per il trasferimento delle produzioni Alstom dal sito produttivo ex Fir di San Pellegrino a Roncello, in provincia di Monza e Brianza. L’operazione dovrebbe prendere il via a settembre con l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo stabilimento di Roncello (la previsione è di terminare nella primavera dell’anno prossimo), dove confluirebbero non solo i lavoratori di San Pellegrino (45), ma anche quelli dello stabilimento milanese Passoni e Villa (120). Da qui la preoccupazione dei dipendenti per «il loro futuro e per una Valle che si va ulteriormente ad impoverire – spiega Pier Capelli della Fim-Cisl di Bergamo -. Ecco perché chiediamo un incontro urgente con l’azienda per avere dei chiarimenti».


Damiano Bettoni, della Uilm-Uil, precisa che «considerato che la maggior parte dei lavoratori abita in Val Brembana, ad esempio si potrebbe avviare un ragionamento su un’eventuale indennità di trasferimento». E viene ricordato l’ accordo del sindacato europeo dei metalmeccanici (Emf) siglato a seguito della vendita del ramo T&D (che comprendeva la ex Fir) di Areva ad Alstom, dove, fra l’altro, erano esclusi fino al 2013 licenziamenti o trasferimenti che superino i 10 chilometri o l’ora di viaggio. «Se l’azienda non ci dovesse dare la disponibilità ad un incontro a breve – continua Bettoni – ci riserveremo di valutare tutte le opportunità del caso a tutela dei lavoratori».

L’Eco di Bergamo

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