stabello Orobie, il manto bianco assicura una Pasqua con gli sci Questa neve ha però bisogno di tempo per assestarsi. Neve nuova, neve bella, neve che regalerà una Pasqua bianca sulle Orobie. Ma, attenzione: anche neve che potrà risultare pericolosa perché torna il rischio valanghe. L’allarme vale soprattutto per chi pratica lo sci fuoripista. Di certo non sono stati fiocchi inattesi, perché da alcuni giorni stavamo seguendo la perturbazione nella sua evoluzione dall’Atlantico. Ma che la nevicata di lunedì assumesse proporzioni così abbondanti sulle nostre Orobie è stata davvero una sorpresa, valutando che le correnti erano mediamente da Sud-Ovest e quindi potenzialmente miti, che non c’era una gran base precedente di aria fredda, e che il famoso «sbarramento» delle Orobie in altre situazioni simili recenti aveva fatto un po’ cilecca.

60 centimetri in più
Stavolta invece tutto ha funzionato, dal primo insignificante nevischio di domenica, alla ripresa di lunedì mattina, con i primi 20 centimetri di neve misurati già a mezzogiorno, all’intensificarsi delle precipitazioni nel pomeriggio-sera, che ha portato verso mezzanotte ad avere al suolo (la misurazione a Mezzoldo, in località Ponte dell’Acqua) ben 54 centimetri, fino al bottino conclusivo di 60 centimetri, misurati ieri mattina al ritorno del sole. Sono valori ampiamente documentati, che vi presentiamo nella sequenza fotografica qui sopra e che si riferiscono ai 1.200 metri di quota del ristorante Genzianella. È una indubbia garanzia per le nostre piste da sci, che quasi certamente con questa abbondante nevicata potranno tranquillamente arrivare in forma fino a Pasqua, visto che l’evoluzione prossima ventura, a parte qualche giorno di tregua primaverile in corso, vede ancora clima da tardo inverno per la prossima settimana.

Neve sulle Orobie

Vista dalla pianura, ieri mattina la nevicata non sembrava così evidente, perché sui colli attorno a Bergamo il limite della neve è rimasto piuttosto alto, mediamente sopra i 1.100 metri del Canto Alto e solo a sfiorare il Misma e l’Albenza. Nelle alte Valli invece, specie in quelle più strette, ha giocato bene stavolta il ruolo dell’aria presente e ferma, raffreddata progressivamente dalle intense precipitazioni nevose in abbassamento e non raggiunta dall’aria più mite di pianura, dove lunedì in giornata c’erano e si mantenevano i 7 gradi.

Fiocchi anche nei fondovalle
Così la nevicata ha potuto raggiungere a tratti anche diversi fondovalle, spingendosi nella notte su ieri fino a imbiancare gli alberi ai 465 metri della Piana di Lenna. Ne ha risentito, ovviamente, la viabilità stradale delle alte Valli, dove però il traffico è di norma minore e gli automobilisti più allenati al disagio neve. L’unico aspetto negativo di questa grande nevicata è legato al rischio slavine sulle Orobie. Tutta questa neve, arrivata in una volta sola, ha bisogno di tempo e di temperature idonee per assestarsi, e su molti pendii esposti a Sud si è inoltre depositata anche in quota su terreno pulito e caldo, quindi instabile.

È quindi possibile che il riscaldamento diurno del sole di marzo, in questi giorni che si manterranno ben soleggiati, possa causare distacchi spontanei di valanghe anche importanti, fuori dai percorsi e dalle zone dichiarate sicure. A questo va aggiunto il fatto che le correnti in quota ora soffiano da Nord-Ovest, e causeranno certamente accumuli importanti negli avvallamenti e grosse cornici sulle creste, per cui anche ai patiti delle ciaspole e agli esperti dello scialpinismo si raccomandano attenzioni supplementari, nella scelta dei loro prossimi itinerari sulla neve.

Roberto Regazzoni - L’Eco di Bergamo

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