Fiaccolata per la vita a S. Pellegrino con l’Aido
San Pellegrino Terme Articolo letto da 238 Utenti - Pubblicato il 31 Agosto 2007«Fiaccolata per la vita» con l’Aido
Domani sera la 5ª edizione della manifestazione della sezione provinciale. San Pellegrino Terme accoglierà domani sera la quinta edizione della «Fiaccolata per la vita», manifestazione organizzata dalla sezione provinciale di Bergamo dell’Aido, l’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule. «Saliamo in Valle Brembana – spiega il presidente provinciale dell’Aido di Bergamo, cavalier Leonida Pozzi – dopo essere stati a Caravaggio nel 2003, ad Urgnano nel 2004, a Cisano Bergamasco nel 2005 e a Bergamo lo scorso anno, con partenza da Città Alta per la grande manifestazione in occasione del 35° anniversario di vita della nostra associazione.
La fiaccola è luce e, nel nostro caso, è luce di speranza per gli ammalati in attesa di un trapianto. La scienza medica e la solidarietà della gente hanno già prodotto risultati eccezionali. Ma la cittadinanza bergamasca, notoriamente molto generosa e attenta ai bisogni di chi soffre, può e deve dare ancora di più».
La fiaccolata di San Pellegrino Terme, alla quale parteciperanno esponenti dei Gruppi Aido di tutta la provincia, si radunerà alle 20 nel ritrovo presso piazza Granelli (ex stazione ferroviaria). La partenza è invece prevista per le 20,30, mentre la conclusione con arrivo presso «Le fonti» avverrà verso le 22. Alle 22,15 sono in programma il saluto delle autorità , alcune testimonianze di trapiantati e un concerto del coro «Fior di Monte» di Zogno.
L’Aido è nata a Bergamo 36 anni fa. Era infatti il 14 novembre del 1971 quando, in un piccolo locale del quartiere Monterosso, Giorgio Brumat diede origine alla «Dob», Donatori organi Bergamo, diventata Aido nel febbraio di due anni dopo. Ancora oggi, quella di Bergamo è anche sede regionale e nazionale. «Brumat – commenta ancora Pozzi – ha sempre lavorato perché questa associazione potesse un giorno raccogliere attorno a sé gente matura, convinta e consapevole dell’ideale di donazione dei propri organi a scopo di trapianto terapeutico. Purtroppo siamo ancora lontani dal traguardo nel quale speravamo, e cioè che la cultura della donazione avesse finalmente permeato ogni ceto sociale e fosse così diffusa tra la gente da rendere superflua l’esistenza stessa dell’Aido. Ecco perché dobbiamo trovare ancora la forza di continuare il percorso intrapreso trentasei anni fa.
La legge 91 del 1999 ha indubbiamente aiutato l’attività di prelievo degli organi, specialmente nell’organizzazione delle strutture ospedaliere, ma non ha avuto quell’effetto che molti speravano, e cioè di diminuire drasticamente le liste d’attesa per tutti coloro che hanno urgentemente bisogno di un trapianto». Se la situazione nazionale deve far riflettere, quella bergamasca è di gran lunga più rassicurante. L’Aido della nostra provincia conta circa 60 mila iscritti, la sezione con il più alto numero di iscritti di tutta Italia rispetto alla popolazione residente. «La nostra missione – prosegue Pozzi – è quella di fare in modo che la solidarietà del dono diventi patrimonio di civiltà di ogni cittadino».
L’Eco di Bergamo
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