enrico-bonzi lascia: Troppe responsabilità, nessuno vuole più continuare. Addio a fettuccine al sugo di cervo, a risotto al parüc o a brasati di . Dopo 21 edizioni, la «Festa del e pescatore» della Valle Brembana (in programma, come da calendario Pro loco e della , da oggi a domenica) si ferma. Era una delle manifestazioni più affollate in Valle. Per 19 edizioni si era svolta al piazzale del mercato di San Giovanni Bianco (l’ultima lo scorso agosto), per due anni, invece, all’area industriale di Lenna. Talmente grande era diventata la festa che, quest’anno, uno dei suoi principali artefici e fino allo scorso anno responsabile dell’evento, ha deciso di «gettare la spugna».

«Troppe responsabilità e difficoltà, anche burocratiche – spiega Enrico (conosciuto come Kiko) Bonzi di San Giovanni Bianco, ex consigliere provinciale e presidente del Comprensorio venatorio alpino della Valle Brembana -. La festa aveva raggiunto dimensioni tali che anche i problemi organizzativi erano diventati tanti. Ho deciso, così, seppure a malincuore, di abbandonare. Nessuno, peraltro, ha voluto prendere il mio posto, assumendosi la responsabilità di organizzare la manifestazione».

Una festa da sempre meta di migliaia di , a «caccia» di piatti prelibati, ma anche di serate musicali. E poi la solidarietà: per anni la festa, allestita dal «Gruppo cacciatori e della Valle Brembana», aveva raccolto fondi per , asili, oratori e cooperative impegnate per i disabili. «Iniziammo oltre 20 anni fa – continua Bonzi – da San Giovanni Bianco, con l’idea di spostare la festa ogni anno in un paese diverso. Poi la manifestazione rimase in carico a noi, ma siamo stati contenti. Finché ora le responsabilità sono diventate troppe».

Nel 2006 ci fu anche lo scontro col Bianco per il costo d’affitto dell’area mercato, dove tradizionalmente si svolgeva la sagra. Per due anni, quindi, ci fu il trasferimento a Lenna. Finché, la scorsa estate, la festa era di nuovo tornata a San Giovanni Bianco. E quest’estate, secondo i programmi, doveva tenersi da oggi a domenica. «Per quel che mi riguarda – conclude Bonzi – non si farà più neppure nei prossimi anni. Le difficoltà sono troppe».

L’Eco di Bergamo