Ornica – La lana arriva dalla pecora, il latte dalle mucche e le uova dalle galline. Chiaro. Ma non sempre è così per i bambini di oggi, abituati agli spot tivù del latte in cartone, dei maglioni di marca multicolori o delle uova rigorosamente divise per dimensioni nelle confezioni sugli scaffali dei market. Quasi uscissero dalle macchine di una fabbrica. Anche per questo, nella nostra provincia, sono sorte da tempo le fattorie didattiche (Bergamo ne conta una cinquantina), ovvero aziende agricole aperte per avvicinare bambini e famiglie all’origine dei prodotti alimentari ed evitare che i più piccoli, soprattutto di città, riconoscano come unica mucca quella viola di una nota marca di cioccolato.


Anche asini, pecore e galline
Ma l’Ecomuseo Centro Storico, per mezzo della cooperativa «Donne di montagna» di , guidata da Cinzia Balestra, ha pensato ancora più in grande: regalare alla mini-scuola del paese – otto bambini in due pluriclassi – una fattoria tutta sua, una piccola stalla in legno dove accudire e allevare un’asina, una pecora, una capra orobica, gallo e galline, anatre e conigli. Il progetto ha preso il via lo scorso autunno, grazie anche al fondamentale apporto dell’ Ferdy di Lenna: la piccola fattoria per il ricovero degli è stata realizzata in località Sirte, raggiungibile in cinque minuti di cammino dalla scuola, attraverso un sentiero opportunamente messo in che attraversa il torrente della d’Inferno. Qui ha preso forma la prima fattoria dove gli sono accuditi e allevati direttamente dai bambini della scuola elementare. Luca e Matilda della classe prima, Monica di seconda, Paolo, Loris, Stefania di terza e Omar ed Erik di quinta, insieme all’insegnante Pina Sganga di , alla collaboratrice scolastica Giovanna Locatelli di e a Graziana Regazzoni delle «Donne di montagna», in genere tre volte la settimana e in orario scolastico, raggiungono la stalla dove provvedono a dare da mangiare e bere agli e a pulire la stalla, utilizzando gli attrezzi del contadino: rastrelli, forche, gerle. Provvedendo a tutto il necessario per la loro cura, compresa la raccolta autunnale delle foglie per la lettiera. E con la nascita della fattoria, nei bambini si sviluppa anche una cultura ecologista: perché gli scarti alimentari di casa vengono portati a scuola e diventano cibo per gli (e in cambio spesso ci si porta a casa le uova fresche).

Ma la cura di asini, capre e galline prosegue spesso anche fuori orario scolastico, per esempio in occasione della visita di alcuni turisti, a cui i bambini fanno da guida. Poi ci pensano le «Donne di montagna», la cooperativa di Ornica nata lo scorso maggio, a mantenere la fattoria. Cooperativa – di cui fa parte anche il Comune – impegnata da circa un anno in iniziative di sviluppo turistico, in particolare con la creazione dell’Ecomuseo, gestito appunto dalle Donne, e l’apertura dell’«albergo diffuso», tipologia di ricettività turistica per ora unica nella nostra provincia che prevede l’ospitalità nelle case e nelle baite del borgo. Come modello assolutamente innovativo per la Bergamasca è la fattoria della scuola, simile ma non uguale alle tante fattorie didattiche presenti in Bergamasca, anche solo perché a Ornica gli animali vengono accuditi quasi ogni giorno e direttamente dagli studenti.

La nascita di una capretta
«La fattoria – spiega l’insegnante Sganga – diventa un laboratorio attivo che stimola i bambini all’apprendimento attraverso il contatto diretto con gli animali: li curano, li vedono crescere e aumentare di numero: l’ultimo arrivato è una capretta, nata nella stalla lo scorso 1° febbraio. Un luogo dove non solo vengono mostrati gli animali ma dove gli alunni sviluppano e coltivano rispetto e passione per la natura». Un’attività raccontata in un diario e, poco alla volta, anche in una mostra di foto e testi che si sta allestendo nel palazzo del municipio. Mentre alla fine, il progetto, diventerà un libro, curato dall’insegnante Erika Begnis di : «Sarà una testimonianza dell’impegno dei bambini, che in questi mesi hanno creato legami d’affetto coi cuccioli, hanno acquisito una coscienza ecologica, comprendendo il lavoro agricolo, la fatica e l’ingegnosità dei contadini; e hanno appreso che l’uomo è parte integrante della sua terra, da essa dipende ma vi può trarre anche vantaggio».

«E la fattoria – continua la maestra – potrà diventare presto anche un luogo di scambio di esperienze, tra alunni, insegnanti e adulti. Si pensa, infatti, di aprirla alle visite guidate di altre scuole e dei turisti». E chissà che, poco alla volta, la mini-fattoria scolastica diventi anche un’attrazione per i villeggianti.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

Immagini della mini Fattoria scolastica di Ornica

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