Gerosa – Da una parte il farmacista (con il sindaco alleato), dall’altra la . Oggetto della discordia l’insegna luminosa verde, a forma di croce, per segnalare la presenza della prima farmacia di , aperta lo scorso aprile. Il titolare, Crescenzo Colantuono, arrivato da , vorrebbe installarla accanto alla provinciale, a circa 50 metri dalla farmacia, in modo che la presenza del nuovo servizio sia immediatamente riconosciuta anche da chi – turisti e villeggianti – percorre la principale via di comunicazione lungo e Valle . Ma la Provincia dice no: quell’insegna non si trova «nella sede dell’attività o nelle pertinenze». E come pertinenze «sono escluse le aree di altra proprietà».

Ora è rimasto solo il palo
Così la croce verde, inizialmente installata su un palo, è stata fatta rimuovere dai cantonieri della Provincia. E ora rimane solo il palo. «La Provincia mi ha detto di rimuovere l’insegna luminosa perché installata, a loro dire, abusivamente su terreno di proprietà provinciale – spiega con rammarico Colantuono, detto Renzo, il farmacista –. Secondo loro l’insegna va installata nelle pertinenze del locale, che però non è visibile dalla strada. Inoltre mi hanno scritto che, nonostante fuori dal ciglio della strada, sorgeva comunque su proprietà provinciale. Così sono stato invitato a fare richiesta per mettere un cartello con la semplice scritta “farmacia”. Ma io avevo fatto richiesta in Comune e avevo ottenuto l’autorizzazione per la croce verde».

Il farmacista, così, si rivolge di nuovo al sindaco Pierangelo Monzani. «Il sindaco mi ha detto che non aveva problemi a concedermi di installare l’insegna poco più indietro, avvicinandomi così verso il versante della che è di sua proprietà», prosegue Colantuono. Ma la Provincia non ha approvato nemmeno questo cambiamento e nel giro di pochi giorni il farmacista si vede recapitare un’altra raccomandata con la quale lo si invita a desistere dall’installare la croce verde.

«È buffo – spiega Renzo – che non sia possibile mettere quella croce, che significa molta più visibilità. Per ora mi son messo il cuore in pace e ho fatto apporre un semplice cartello come indicato da loro. Certo, rimane un po’ di rammarico perché si criticano tanto i servizi che chiudono in montagna e quando un esercizio importante come la farmacia apre proprio in un piccolo paese trova tutti questi ostacoli. Molti turisti o villeggianti proprietari di seconde case in Valle Taleggio, non sanno della presenza della farmacia a Gerosa: la croce luminosa era un segnale più efficace rispetto a un semplice cartello in mezzo a tanti altri. E non era una mera pubblicità al mio lavoro visto che non c’erano indicazioni personali ma solo la croce ad indicare la presenza di un servizio fondamentale».

Il sindaco: «Sono sorpreso»
«Per migliorare sempre di più il servizio è importante la collaborazione del comune e dei medici – continua il farmacista –. La presenza quotidiana di questi ultimi in realtà disagiate, insieme alla farmacia, risolverebbe tutti i problemi. Oggi, a Gerosa, sono presenti il martedì, mercoledì e venerdì e questo aiuta la farmacia ad andare avanti. Ma gli altri giorni si lavora poco. Così la presenza dei villeggianti è fondamentale, seppure limitata al solo breve periodo estivo. Sono sacrificio, passione e amore, oltre alla mia famiglia, a dirmi di continuare quest’avventura». «Sono rimasto sorpreso anch’io per la decisione della Provincia – spiega il sindaco Pierangelo Monzani –. Secondo loro non c’erano le distanze giuste, ma ai tecnici non andava neppure bene quando ho concesso l’installazione su terreno di mia proprietà».

Silvia Salvi – L’Eco di Bergamo