San Pellegrino Terme – Riapre, dopo quasi tre anni di chiusura e lavori, il Museo brembano di scienze naturali di San Pellegrino, con sede a Villa Speranza. «In questi anni di chiusura – spiega l’assessore alla Cultura Michele Pesenti – abbiamo sostituito le vetrine espositive dei fossili e delle farfalle: sono, infatti, in alluminio, mentre le precedenti erano in legno. Quindi abbiamo posizionato alcuni pannelli descrittivi dando una maggior informazione ai visitatori su quello che potranno vedere all’interno di ogni vetrina. Per la riapertura abbiamo anche realizzato una nuova guida cartacea. E altre novità potrebbero esserci se arriverà un finanziamento, però sapremo risposta solo entro fine estate.

L’intervento di riqualificazione, grazie a due bandi per un totale di circa 40 mila euro (il 50% della spesa circa era a carico dell’Amministrazione), è segno dell’attenzione del Comune verso il museo. E l’apertura durante quest’estate vuole offrire un’opportunità ai turisti di visitarlo».

«Un grazie – prosegue l’assessore Pesenti – va alla cooperativa sociale “In cammino” di San che si è resa disponibile con i propri ragazzi per l’apertura di due giorni alla settimana. In questo modo non si fa solo culturale, ma si è voluto valorizzare alcuni ragazzi con disabilità sociale. La valorizzazione del patrimonio naturale del nostro territorio costituiscono le ragioni per la e la conoscenza del museo».

Il Museo brembano di scienze naturali (per il quale è stata costituita anche una commissione guidata da Daniele Rota) rimarrà aperto il lunedì dalle 20,30 alle 22,30, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 12, venerdì e sabato dalle 15,30 alle 18,30, fino al 31 agosto. A settembre è prevista l’inaugurazione con l’aggiornamento degli orari di apertura.

Il museo, sorto nel 1978 per volere del Comune e di Attilio Torriani, esperto di entomologia, di Flavio Galizzi e Piero Gervasoni, appassionati di paleontologia, è costituito da cinque sezioni: paleontologia, entomologia (farfalle), zoologia, geologia e botanica. L’attuale sede in Villa Speranza risale al 1996. Già dagli anni di fondazione la caratteristica principale del museo fu quella di raccogliere e valorizzare il materiale raccolto esclusivamente in Valle .

La sezione più ricca del museo è quella di paleontologia, che raccoglie le testimonianze fossili della valle, risalente nel periodo tra 260 e 199 milioni di anni fa. La collezione di entomologia, invece, raccoglie più di 700 specie diverse di farfalle, catturate tra gli Anni 70 e 80, da fino al . Il museo dispone poi di un diorama d’ambiente alpino (grande rappresentazione tridimensionale realizzata nel 2000 da un artista berlinese) che riproduce la della conca del , in territorio di . A disposizione di visitatori e ricercatori, infine, una sala multimediale (con capienza di 50-60 posti) e una biblioteca scientifica, per incontri, laboratori e seminari.

L’Eco di Bergamo

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