Blello – Per le amministrative del 6 e 7 maggio, un primato spetta alla . È e non più Montelapiano, in provincia di Chieti, il Comune più piccolo d’Italia tra quelli chiamati al voto. Perché nelle ultime settimane, gli abitanti di sono scesi da 79 a 75. Scalzando il paesino abruzzese, dove i residenti sono 77. «Una famiglia di quattro persone – racconta il sindaco uscente di (al secondo mandato, ora candidato consigliere con la lista civica Alleanza per 2012) – si è trasferita nella vicina Berbenno. E ho perso in un colpo solo più del 5% dei miei concittadini. Capita anche qui che screzi tra nuore e suocere costringano la gente a fare le valigie. Poi ci sono i giovani che si sposano e vanno ad abitare via. C’è la tendenza a non restare qui, dove rimangono solo gli anziani. Dieci anni fa eravamo in 90. L’anno scorso è nato un solo , così come nel 2010.

Quest’anno non mi risultano prossime nascite. Ed è molto difficile trovare chi voglia fare il primo cittadino: tra i quattro candidati sindaco, nessuno risiede a Blello. Qui non ci sono indennità da prendere e il Comune va avanti grazie al volontariato. Dieci anni fa – continua Todeschini – lo Stato ci dava 70 milioni di lire all’anno per le opere pubbliche. Oggi ci dà 13 mila euro. È una presa in giro e non ha senso continuare a tenere in vita un Comune così». Da qualche mese, però, Blello ha una nuova prospettiva: unirsi a e . «Per l’unione, dobbiamo fare una delibera in Consiglio e un referendum consultivo. Ma non è chiara né la modalità né la tempistica del decreto: non è detto che queste siano le ultime amministrative di Blello. Per me l’unione sarebbe positiva, ma non tutti sono d’accordo», dice il sindaco. «C’è molto campanilismo, anche tra i giovani, che sono i primi ad andarsene appena possono».

Come a Blello, anche a Montelapiano ci sono quattro candidati sindaco. «Qui non nasce un bambino da più di dieci anni», dice l’attuale vice sindaco di Montelapiano Arturo Scopino (candidato sindaco con la lista Mpa Abruzzo). «Solo due residenti hanno meno di 18 anni. Il nostro è un Comune vivo, ma nessuno sceglie di venire ad abitare qui, dove restano solo gli anziani. Il paese ha cominciato a svuotarsi nel dopoguerra: tanti sono andati in Canada oppure a Roma. E tornano ad agosto per le vacanze, quando nel borgo arrivano quasi 500 persone». Sia a Blello sia a Montelapiano qualcuno tornerà per votare. Nel piccolo comune ci sono una sessantina di residenti all’estero, così come in quello abruzzese. «Dobbiamo però chiederci se i nostri piccoli Comuni hanno un futuro», dice il sindaco di Blello. «Secondo me non ce l’hanno e forse non ha più senso restare da soli e così in pochi».

Silvia Seminati – Corriere della Sera e Provincia