Piazza Brembana – Acque agitate in Brembana. Da lunedì sera l’assessore ai Servizi sociali, Ezio Remuzzi, ha rassegnato le dimissioni sia da assessore sia da presidente dell’Assemblea dei sindaci di . Remuzzi, sindaco di , non entra nei dettagli delle motivazioni. «La decisione di presentare le dimissioni – dice – nasce da una situazione in che oggi non mi permette di affrontare le problematiche di competenza con l’opportuna incisività e serenità». Come mai questa doppia dimissione che ai più pare inaspettata? «Premetto che l’Assemblea dei sindaci è, in sintesi, l’organo di indirizzo rispetto a tutte le problematiche sociali e sanitarie – spiega Remuzzi –, mentre la è l’ente gestore del piano di zona, quindi l’attuatore dei servizi. Sono quindi convinto che i due enti devono, rispettando i propri ruoli, dialogare e lavorare in sintonia, altrimenti si costruiscono solo logiche distruttive. Una dimissione quindi è la conseguenza dell’altra».

Pare che tra i principali motivi ci sia la decennale problematica dell’ospedale di . «Le dimissioni non dipendono da questo – precisa Remuzzi –, ma la mia posizione è sempre piuttosto critica, non senza passaggi difficili. Il nostro ospedale e il lavoro del personale devono essere valorizzati e non screditati». E il dimissionario ha evidenziato, anche in passato, che per l’ospedale non si sta facendo una minima progettazione propositiva, ma «esclusivamente un gioco di equilibrismo politico». «Abbiamo bisogno di medici esperti alla guida delle strutture e non di politici», aggiunge togliendosi il cosiddetto sassolino dalla scarpa. Quali sono, per Remuzzi, le problematiche più urgenti in ambito sociale in Valle Brembana? «Una per tutte – dice –: l’importante questione dei centri diurni per disabili. Non è altro che un esempio pratico della difficoltà in cui operiamo ogni giorno dovendo giostrarsi fra tagli dei trasferimenti, indicazioni non chiare sui Lea (livelli essenziali di assistenza), strumenti di misurazione del reddito non efficaci (Isee) e la prioritaria devastante crisi economica che investe Comuni e famiglie». E quali i consigli al suo successore? «È necessario sollecitare e definire le competenze di tutti – conclude –, Regione, Comuni, enti gestori e famiglie. La si protegge soprattutto incentivando la permanenza delle famiglie nei territori, quindi ritengo che la Comunità montana, come ho cercato di fare, debba sempre più incisivamente dedicarsi a questi temi perché i servizi al cittadino sono una garanzia prioritaria: sarà una mediazione difficile ma non possiamo andare verso la chiusura dei servizi».

L’Eco di