Verso il 1890 le industrie italiane, che allora iniziavano il loro sviluppo, attingevano l’energia occorrente principalmente dagli con motrici a vapore annesse ai singoli stabilimenti ed il campo delle utilizzazioni dell’energia elettrica era ancora limitato alla distribuzione con corrente continua per illuminazione pubblica e privata e limitata a distante assai modeste. Lo sviluppo della tecnica delle correnti alternate trifasi, tecnica cui Galileo Ferraris diede fondamentale contributo, rese possibile estendere il campo delle applicazioni dell’elettricità anche alla produzione di forza motrice e la trasmissione dell’energia elettrica a distanze sempre maggiori. Il primo trasporto fu realizzato in Germania nel 1892 a Francoforte sul Meno e diede la dimostrazione pratica della possibilità di fornire all’industria l’energia necessaria sfruttando le risorse idriche anche se lontane dai centri di consumo. In Italia le applicazioni di questa nuova tecnica furono immediate e ben presto superarono per potenza e distanza quelle tedesche.

Sorsero quasi contemporaneamente gli di Tivoli sulle cascate omonime, di Paderno sull’Adda nonché quello di Vizzola in provincia di Varese sul Ticino. La concessione di derivare una parte del Ticino era stata ottenuta nel 1868 “… a vantaggio dell’agricoltura, dell’industria e del commercio…….”
Il 12 maggio 1897si costituì la “SOCIETÀ LOMBARDA PER LA DISTRIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA”, che aveva fra i suoi scopi principali quello di costruire il Canale industriale del Ticino per utilizzarne la forza motrice sul luogo, oppure trasportarla a distanza. Dall’entrata in funzione della centrale di Vizzola, la storia della “Lombarda” fu un continuo sviluppo di impianti, sorse così la centrale di Turbigo completata nel 1904 e quella termoelettrica di Castellanza.

Allo scopo di prevenire ulteriori sviluppi dell’utenza, la “Lombarda” nel 1918 partecipava, insieme al “Credito Italiano” ed alla Società “Orobia”, alla costituzione della “SOCIETA’ FORZE IDRAULICHE DELL’ALTO ” avente per scopo la costruzione e l’esercizio di un imponente complesso di serbatoi e centrali utilizzanti le acque del fiume nella parte più alta della omonima. si prevedeva, a programma realizzato, di aver disponibili in serbatoio fino a ottantacinque milioni di KWh. e quattro centrali per complessivi 100.000 Kw. I primi lavori iniziati nel 1920 riguardarono le dighe di Sardegnana, Marcio e Becco e la centrale di . Nel 1922 ebbero inizio i lavori relativi al nuovo elettrodotto a 130 kV. dalla centrale di alla costruenda ricevitrice di Cislago presso Saronno.

Nel 1928 venne collaudata la centrale termica di Turbigo ed in viene iniziata la diga dei mentre nel 1931 la costruzione della centrale di . Nel 1939 l’aggravarsi della situazione internazionale, determina un aumento dell’attività industriale al quale corrisponde una maggior richiesta di energia. L’anno 1942 viene ricordato per la deliberazione del 21 novembre con la quale la ragione sociale della “Lombarda”, in occasione dell’incorporazione delle due consociate “Società Elettrica Valtellinese” ed “Edilizia Vizzola”, fu modificata in quella di “VIZZOLA SOCIETÀ PER AZIONI”. La richiesta d’energia, scesa a livelli minimi nell’inverno 1944-45, riprese la sua ascesa, ma nell’inverno 1945-46, le avverse condizioni idrologiche e le richieste eccessive rispetto alle possibilità degli impianti, imposero notevoli restrizioni sui consumi.

Da “Vizzola 1897 -1947” di Roberto Boffelli tratto dai Quaderni Brembani del Culturale Valle Brembana

http://forum.valbrembanaweb.com/cultura-storia-valle-brembana-f84/centrali-idroelettriche-della-valle-brembana-t2160.html